25 ottobre 2007

Morte Matilda: chiesti 15 anni per Romani

“Elena Romani va condannata a 15 anni di carcere: è lei che, con un calcio, ha provocato la morte della sua figlioletta Matilda”: così questa sera, poco dopo le 19, Antonella Barbera, il pm del processo a carico della ex hostess accusata di omicidio preterintenzionale, ha concluso la sua requisitoria. Una requisitoria lunga, durata due udienze, durante la quale il pm non ha avuto nessuna esitazione nel riconoscere la responsabilità della donna; anzi, ha chiesto alla Corte d’Assise di non concedere neppure le attenuanti generiche all’imputata: “Non le merita – ha detto il pm – per la sua condotta processuale, durante la quale non ha esitato ad accusare e diffamare l’ex compagno”. Il movente? Per la pubblica accusa Elena Romani non sopportava più i pianti e i vomiti della piccola (22 mesi) quando si trovavano a casa di Cangialosi, a Roasio (dove avvenne il fatto): all’ennesimo episodio, ha perso la testa e l’ha colpita con un violento calcio. Proprio la figura di Antonio Cangialosi, l’altra persona presente in casa quel 2 luglio del 2005, sarà al centro delle arringhe degli avvocati difensori: l’uomo è entrato e uscito più volte dall’inchiesta, ma se i legali vogliono allontanare i sospetti dall’ex hostess è su di lui che dovranno puntare.

 



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