31 dicembre 2007

Capodanno di lutto a Torino, annullate tutte le feste di piazza

Silenzio, lutto e tristezza a Torino. Il sindaco Chiamparino ha annullato tutte le feste di piazza e i fuochi d’artificio in segno di lutto per i morti delle acciaierie Thyssen. La scomparsa ieri di Giuseppe Demasi, l’ultimo dei sopravvissuti al terribile rogo del 6 dicembre, ha lasciato ancor più attonita una città già sgomenta. Antonio Schiavone, Rosario Rodinò, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Roberto Scola e Giuseppe Demasi sette vite tra i 26 anni e i 54 anni stroncate mentre erano al lavoro, nel turno di notte, alle fonderie. Mentre la magistratura va avanti e scopre ad ogni passo incredibili deficienze nell’apparato di sicurezza della Thyssen la città invece si ferma. Niente musica dance stasera in piazza Castello, niente giochi pirotecnici in riva al Po. Solo la presentazione di Torino capitale mondiale nel 2008 del Design e una fiaccolata silenziosa dai cancelli delle acciaierie Thyssen alla sede del Sermig con il cenone del digiuno, con l’equivalente della spesa per il veglione devoluto a favore dei famigliari delle vittime. “Non aveva nessun senso andare al veglione, meglio essere qui…”, “Non potevo mancare questa storia mi ha colpito profondamente”, “sono ragazzi che hanno la mia età, non si può morire sul lavoro”. In migliaia a piedi per le vie di Torino, dai cancelli delle Acciaierie Thyssen fino al Duomo. È la marcia della pace che da 40 anni organizza il Sermig, per il fondatore Ernesto Olivero è la più amara: “Pace vuol dire un lavoro giusto, sicuro, ben remunerato. Non può essere diversamente”.



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