04 dicembre 2019

4 DICEMBRE 1944 – Muore a Centallo Duccio Galimberti.

GALIMBERTIi

Figlio di Tancredi Galimberti, avvocato, deputato liberale con orientamento fascista e ministro delle poste, Duccio nasce a Cuneo il 30 aprile 1906. Si laurea in giurisprudenza e inizia a lavorare nello studio del padre, con cui entra presto in contrasto per le diverse idee politiche. La madre, studiosa di inglese e letteratura, ha contribuito infatti alla sua formazione mazziniana, avversa al fascismo e a qualsiasi dittatura.

Duccio Galimberti aderisce al Partito d’Azione e al movimento Giustizia e Libertà. Nel luglio del 1943, alla caduta di Mussolini, incita la folla dal balcone di casa a organizzare la Resistenza contro l’invasore tedesco e a continuare la guerra fino alla distruzione del nazismo. Nel settembre dello stesso anno, dopo l’armistizio, si rifugia nelle valli del Cuneese perché colpito da un mandato di cattura e organizza la banda partigiana “Italia Libera” da cui nasceranno le brigate Giustizia e Libertà. Nel gennaio 1944 Galimberti viene ferito gravemente durante un combattimento, dopo un rastrellamento tedesco. Dopo la guarigione, il Partito d’Azione gli affida il comando delle formazioni Giustizia e Libertà dell’intera regione. Galimberti è  arrestato a Torino il 28 novembre 1944 e rinchiuso al carcere Le Nuove, dopo quattro giorni viene prelevato dalle Brigate Nere di Cuneo e trasferito nella loro caserma, viene torturato e il 4 dicembre, trasportato nei pressi di Centallo e ucciso con una raffica di mitra alla schiena a bordo di una strada. Il vile assassinio sarà poi giustificato come la reazione ad un tentativo di fuga del prigioniero.

Duccio Galimberti, Medaglia d’Oro al Valor Militare e Medaglia d’Oro della Resistenza, è proclamato Eroe nazionale dal Comitato di Liberazione Nazionale piemontese.



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