31 marzo 2005

Delitto Cogne: e adesso arriva l’Fbi

Sette nuovi periti nominati dal giudice per le indagini preliminari di Torino. 15 consulenti scelti dalle difese. Se non ci fosse di mezzo l’orribile morte del piccolo Samuele ci sarebbe da sorridere o mettersi le mani nei capelli. A 38 mesi da quel terribile omicidio di Cogne un nutrito gruppo di esperti (22 elementi, due squadre di calcio) è chiamato a vario titolo a decidere sull’impronta rilevata dai consulenti della famiglia Lorenzi nella villetta di Montroz. Ricordiamo i fatti: siamo nel luglio scorso pochi giorni dopo la condanna a 30 anni per Anna Maria Franzoni, i consulenti della famiglia Lorenzi effettuano un sopralluogo sulla scena del delitto e trovano un’impronta e tracce di sangue: per l’avvocato Taormina non v’è dubbio, è la prova che l’assassino non è Annamaria Franzoni, ma un’altra persona di cui indica nome e cognome. I periti nominati dalla Procura di Aosta scoprono invece che si tratta di un’impronta fasulla e in seguito emergerà che è di un poliziotto svizzero che ha partecipato al sopralluogo. I coniugi Lorenzi, l’avvocato Taormina, i consulenti, gli investigatori della famiglia, 11 persone in tutto vengono accusati di frode processuale e falso. Ma quell’impronta è stata messa appositamente o inavvertitamente? Lo decideranno i 7 periti nominati oggi a Torino. Fra questi ci sono due esperti del laboratorio scientifico dell’Fbi, poliziotti americani specializzati in rilevazioni di impronte e studio di materiale informatico. E domani si riapre la villetta di Montroz per l’ennesimo sopralluogo al quale parteciperanno anche i due superperiti dell’Fbi. Un ulteriore tentativo di fare chiarezza su un giallo che si trascina da 3 anni e 2 mesi.



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