26 novembre 2005

Folla commossa ai funerali della ragazza biellese

“Cara Deborah spero di avere la tua forza e di riuscire nel tuo intento: far condannare il bruto che ti ha uccisa”. Sono le parole di Simona Rizzato, la sorella della ragazza di 25 anni uccisa martedì mattina dall’uomo che anni fa l’aveva violentata e poi perseguitata per 12 anni. Parole scritte in una lettera che Simona non è riuscita a leggere durante la cerimonia funebre. Ha lasciato questo compito al parroco della chiesa di Santa Maria Assunta a Cossato, a pochi passi da Biella. Molte persone sono rimaste all’esterno, sul sagrato, commosse e composte. Hanno atteso l’uscita della bara bianca: l’addio al quale la sorella di Deborah non ha retto: si è sentita male ed è svenuta. Durante la cerimonia don Fulvio, ha condannato la crudeltà dell’animo umano ma anche la “necessità del perdono” e riprendendo le dichiarazioni del ministro Castelli ha aggiunto che, però, è indispensabile “colmare il vuoto legislativo, perché non capitino più fatti simili”. Proseguono le indagini nei confronti di Emiliano Santangelo, arrestato e accusato di omicidio volontario. Tuttora i Carabinieri negano ufficialmente che l’uomo abbia avuto legami con le sette sataniche, ma restano i biglietti lasciati da Santanagelo a Deborah e ad altre ragazze molestate da lui, con croci rovesciate, il numero 666, e il gioco di parole con il suo cognome, Santangelo, con quello del diavolo, “satan”.



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