28 maggio 2004

La morte di Umberto: la riservatezza, uno stile di vita

Un funerale strettamente privato; una cerimonia senza invadenze mediatiche: così fanno gli Agnelli. Ma per Umberto, questo, era stato anche uno stile di vita, non solo la maniera di dire addio. Ultimo dei sette figli di Edoardo Agnelli e di Virginia Bourbon del Monte, è vissuto sempre in secondo piano. Era di poche parole, introverso, piuttosto un passo indietro che uno avanti, per indole o per forza. Né vita sociale, né vita mondana. L’unico pubblico che amava era quello dello stadio di Torino quando giocava la sua Juventus. Il fratello Gianni, l’Avvocato, in moto perpetuo, coi motori sempre accesi, dominato da una frenesia senza tregua. Umberto, il dottore, apparentemente calmo, amava ascoltare più che parlare. Trascorreva più tempo possibile alla Mandria, giocava a golf, passeggiava con l’amatissima moglie Allegra e uno stuolo di cani. Amici solo d’infanzia o di antica data. E questa mattina erano tutti lì, stretti attorno ad Allegra, Andrea e Anna: i primi ad arrivare, il cognato Keddy Visconti, i dirigenti della Juve Giraudo e Bettega, i nipoti, e tanti che in Fiat avevano lavorato con lui e ne avevano apprezzato la correttezza e la lealtà celate da un carattere introverso e a tratti quasi impenetrabile. Umberto nasce a Losanna, si laurea a Torino in legge, sposa – come si usava – la figlia di un altro grande imprenditore dell’epoca, Antonella Bechi Piaggio. Un unico figlio, Giovannino, una vita troppo breve, un dolore senza conforto. Entra in Fiat nel 68, agli affari internazionali. Poco dopo accede all’ottavo piano di corso Marconi. Sono anni difficili per la Fiat, la crisi energetica, la contestazione operaia: poco tempo dopo viene sostituito con Cesare Romiti. Amareggiato tenta la carta politica, è senatore Dc per soli tre anni, Gianni lo sarà a vita. Fino al ’93 ricopre la carica di vicepresidente della Fiat. Nel ’96 sembra proprio arrivato il suo momento, il suo turno per sedere sulla poltrona del numero uno. Ma anche questa volta si impone Mediobanca. Cuccia – in cambio di un aiuto internazionale all’aumento di capitale, necessario per far fronte ai debiti – impone Romiti, di nuovo. Tra il fratello dell’Avvocato e il manager romano la lotta interna sarà lunga quanto impenetrabile dall’esterno. Il dottore si rifà pilotando le finanziarie di famiglia, Ifi e Ifil. È presidente a più riprese della Juventus, il punto di riferimento della gestione Moggi, Giraudo, Bettega: anche questo non facilita i rapporti con Romiti. Riservato su tutto non parlava mai della sua vita privata, dal divorzio da Antonella al nuovo matrimonio con Allegra Caracciolo di Castagneto, cugina di Marella. Nascono Andrea, 28 anni, e Anna, regista di spot pubblicitari. Anche loro lontani sempre dai riflettori. Anche passandola al setaccio, una vita senza eccessi ed eccentricità. Vacanze in barca, lungo la costa sarda. E la casa di Sestriere, un appartamento condominiale.



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