29 marzo 2003

Iraq: Torino, scene di guerriglia urbana a corteo pace

Barricate nelle strade, lacrimogeni, cariche, poliziotti insultati e bersagliati da lanci di pietre e bottiglie: sce­ne di guerriglia urbana, come a Torino non se ne vedevano da anni. La marcia per la pace in Iraq, nel ca­poluogo piemontese, è sfociata in tafferugli e disordini. Il bilancio parla di una trentina di contusi e fe­riti (13 sono sta­ti me­dicati in ospedale), tra i quali due bim­bi extracomunitari e una tre­dicenne, e di qualche decina di persone por­tate in Que­stura per essere identificate. Il caos è scoppiato pro­prio alla fine, quando il corteo era ritornato al punto di partenza, in piazza Castello. Ma già in precedenza si erano verificati degli episodi di violenza. Sulla manifestazione aveva pesato l’ombra di un’iniziativa parallela di Forza Nuova, che si è poi svolta dall’altra parte della città nonostante l’assenza di un’autorizzazione. Dalle frange più estremiste dei Centri Sociali, degli Autonomi e dei Disobbedienti si era staccato un gruppo di 150 persone, quasi tutte col volto coperto da passamontagna, molte armate di sampietrini e mazze: cercavano di raggiungere Forza Nuo­va, ma alla fine, dopo una corsa per le vie del centro storico, hanno desistito e sono tornati con gli altri. La violenza in via Pietro Micca, mentre il corteo sta per sciogliersi: è improvvisa, ma è dettata – preciserà la polizia – dalle continue provocazioni e aggressioni cui vengono fatti og­get­to gli agenti. Si scatena il panico. Piazza Ca­stel­lo viene devastata da gruppi di italiani ed extracomunitari, che danno fuoco ai cassonetti, sfasciano la fermata dei bus e divelgono le panchine, men­tre si spande il fu­mo dei lacrimogeni. Poche vie più in là, i dimostranti erigono rudimentali barricate con materiale raccolto da un cantiere edi­le, poi fuggono. In piazza si cominciano a medicare i feriti, e alcuni presenti criticano duramente i poliziotti per l’accaduto. Finché qualcuno non solleva una colomba bian­ca, tra gli applausi, simbolo di pacificazione. Potrebbe an­che finire così. Invece no. A Bor­go Dora bru­ciano quattro cassonetti. La Po­lizia accorre in forze ma la tensione cala subito.



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