29 settembre 2003

Black out: centrale Rondissone, “da noi nessun guasto”

Il giorno dopo il gran­­de black out alla centrale di Ron­dis­so­ne (Torino) ci si interroga ancora sulle cau­se che l’hanno provocato. L’unica cosa cer­ta è che tutto è partito dal­la grande “stazione” di smistamento e trasformazione del­l’E­nel che si trova A Rondissone e alla qua­le si at­testano i due elettrodotti ad altissima tensione (380 mila volt) provenienti da Al­­bert­­ville (Francia). Le li­nee sono andate in so­vraccarico intorno alla 3,20 di domenica mattina ed han­no fatto scattare gli in­terruttori automatici di sicurezza che han­no disconnesso la distribuzione dell’energia. Da lì è partito l’effetto domino che ha lasciato l’Italia sen­za elettricità per pa­rec­chie ore. La centra­le di Rondissone – uno dei tre grandi pun­ti di distribuzione e trasformazione dell’energia elettrica italiani – è stata costruita una trentina di anni fa. Il collegamento con la Francia risale agli anni ’80. A metà degli anni ’90 l’impianto fu completamente rimodernato sotto il profilo tecnologico. Nella centrale c’è la grande sala di controllo che tiene d’occhio la rete di distribuzione dell’elettricità in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.



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