27 dicembre 2003

Fiamme in campo nomadi, bimba muore carbonizzata

Lo sfavillio delle luci del Natale si intravede in lontananza, a Crescentino. Ma qui nel campo nomadi alla periferia della cittadina in provincia di Vercelli c’è soltanto un odore di fumo che prende alla gola. La Procura di Vercelli dovrà stabilire perché la notte scorsa è bruciata la baracca della famiglia Duredovic, ma nessuno riuscirà a spiegare alle donne e ai bimbi dell’accampamento perché Marinela, 3 anni, è morta carbonizzata. È accaduto alle 4 di stamattina, la baracca dove dormono Kudman Duredovic, la moglie Sladiana incinta e altri 7 figli, d’improvviso diventa un enorme falò. C’è il panico: le porte, gonfiate dal calore, sono varchi insuperabili e allora il padre spacca un vetro e getta fuori i figli, tutti tranne uno, Marinela. Una rapida conta, poi le grida strazianti della bimba, il disperato tentativo della madre di tirarla fuori: tutto inutile, anzi la donna riporta ustioni di primo e secondo grado sul volto e sulle braccia, ma se la caverà. Quando arrivano i Vigili del Fuoco la baracca è un mucchio di cenere. Forse il tubo della stufa surriscaldato, forse una scintilla della legna, forse la fatalità per una morte atroce, assurda. Ma quel che fa più male è ricordare come ogni anno si ripetano sciagure come questa di Marinela, morta a 3 anni nel campo nomadi di Crescentino.

 



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