07 luglio 2018

7 luglio 2006 – Riapre al pubblico Villa della Regina a Torino

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Con l’ inaugurazione del ministro Francesco Rutelli Villa della Regina ritorna fruibile dai torinesi e dai turisti, con il suo complesso della vigna e dei giardini. Sul modello delle ville romane venne realizzato sulla collina torinese dal principe cardinale Maurizio di Savoia a inizio del 600. 10 anni di restauri costati 20 milioni di euro.

Inserita come patrimonio dell’ Unesco fa parte del circuito delle residenze sabaude. Dodici ettari di superficie, di cui tre di giardino e quattro di bosco, è un gioiello architettonico che si affaccia sulla città. Il colpo d’ occhio è già magico: l’ edificio si presenta tra giardini e parterre e in forma di teatro, padiglioni aulici, grotte, giochi d’ acqua, quasi una piccola Versailles. La Villa affonda le sue radici nel 1615.

Fu progettata dall’architetto romano Ascanio Vitozzi, il progettista del Palazzo Reale di Torino, che però morì nello stesso anno. La Villa, originariamente concepita come una sontuosa residenza di campagna con annessi vigneti, venne allora realizzata dagli architetti Carlo e Amedeo di Castellamonte (padre e figlio). su commissione del cardinale Maurizio di Savoia, uomo di grande cultura che rinunciò successivamente alla porpora cardinalizia per vivere in questa villa con la nipote Ludovica Maria di Savoia la quale nel 1642, all’età di 13 anni (lui quarantanovenne), era diventata sua moglie.

Il nome attuale del complesso deriva dal fatto che essa fu residenza delle regine sabaude nel corso del Settecento. Anna Maria di Orléans moglie di Vittorio Amedeo II, in particolare, la elesse a suo soggiorno prediletto. La Villa, inoltre, era spesso utilizzata dalla corte durante il mese di settembre, quando vi si tratteneva alcune dopo la festa dell’8 settembre per la liberazione di Torino, prima di rientrare a fine mese alla Reggia di Venaria o al Castello del Valentino. Durante l’occupazione francese, la Villa fu compresa nel patrimonio imperiale (lo stesso Napoleone vi risiedette nel 1805).

Colpita dai bombardamenti alleati durante il secondo conflitto mondiale, la Villa ha conosciuto in seguito un lungo degrado.A tale situazione si è posto rimedio a partire dal 1994, anno della presa in gestione da parte della Soprintendenza per i beni artistici e storici del Piemonte, con lavori di disinfestazione e restauro durati oltre dieci anni.  Nel giardino è stata riportata in vita la vigna, così che nel 2008 è stato possibile eseguire la prima vendemmia di Freisa



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