17 luglio 2017

17 luglio 2005 – Muore a Milano la scrittrice piemontese Gina Lagorio

lagorio

Gina Lagorio  nata a Bra (Cuneo) il 18 giugno 1922 è stata una scrittrice italiana che ha fatto parte della “Generazione degli anni trenta”, insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana. Nata Gina Bernocco, firmò tutti i suoi scritti  usando il cognome del primo marito, precocemente morto.

Nata in Piemonte è  vissuta a lungo in Liguria, ma rimase legata alle sue terre per tutta la vita, come emerge dalle sue opere, ispirate a scrittori piemontesi come Pavese e Fenoglio e liguri come Camillo Sbarbaro.Si laureò in letteratura inglese all’Università di Torino.

Il suo romanzo d’esordio, Polline, è del 1966. Un ciclone chiamato Tittì è dedicato alla figlia, mentre Approssimato per difetto è dedicato al marito Emilio Lagorio, scomparso nel 1964. A Milano si risposò con l’editore Livio Garzanti. Fu deputata al Parlamento italiano per il gruppo Sinistra Indipendente.

Nel 2003 fu colpita da un ictus, e raccontò quel doloroso evento e la sofferenza conseguente nel libro Capita, terminato proprio poche settimane prima di morire. Malata di tumore, è morta a Milano il 17 luglio 2005.

Scrisse opere di narrativa, di saggistica e di teatro (i testi teatrali sono raccolti nel volume Freddo al cuore, 1989) e collaborò ad alcuni programmi televisivi della Rai. Vinse il Premio Campiello nel 1977, per La spiaggia del lupo, il premio Flaiano nel 1983, per la commedia Raccontami quella di Flic, presente con altri testi teatrali in Freddo al cuore, e il Premio Viareggio nel 1984, per Tosca dei gatti. I suoi libri sono stati tradotti in molti paesi.



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