06 luglio 2018

6 luglio 1879 – Il Club Alpino di Susa pone una lapide in ricordo di Colombano Romean.

rocciamelone

“ Colombano Romean – operaio chiomontese – nella prima metà del XVI secolo, ideava e compiva da solo, in otto anni, questo traforo acquedotto, per il quale, conducendo a Chiomonte e ad Exilles le acque di Touilles, queste balze prima sterili e deserte, in contrade fertili e popolose trasformava…”

Colombano Romean era uno scalpellino originario di Chiomonte, residente in Francia, che ebbe il merito di portare l’acqua nella vallata di Chiomonte. Da solo costruì, fra il 1526 e il 1533, una galleria lunga circa 600 metri, posta a 2000 metri di quota, sotto la cima dei Quattro Denti di Chiomonte. Al suo interno fece convogliare le acque del Rio Thullie che scorrevano sul versante opposto.

Gli abitanti dei paesi interessati all’arrivo dell’acqua, stabilirono di pagare mensilmente Colombano con due semine di segale, del vino, oltre a fornirgli gli attrezzi per lo scavo: punteruoli, scalpelli, un mantice e del carbone; all’imbocco della galleria gli costruirono una capanna con un letto, una madia, una botte e le lanterne per l’illuminazione. Il prezzo per il lavoro venne fissato a 5 fiorini e 12 soldi per ogni tesa (1.786 mt) scavata nella roccia. Colombano completò il lavoro in poco più di sette anni, procedendo a circa 20 centimetri al giorno, ricevette la somma di 1.660 fiorini. I collegamenti tra l’imbocco della galleria e la frazione Ramats erano tenuti da un cane che, ogni giorno, portava cibo e vettovaglie allo scalpellino.

Colombano Romean aveva un metodo per capire se la galleria stesse seguendo la giusta direzione: scavava delle piccole nicchie nella roccia sulle quali piazzava delle lanterne accese, controllava poi la prospettiva luminosa e riusciva a essere sicuro di non aver deviato il percorso.

La galleria è larga circa un metro e alta due , ma in alcuni tratti molto meno, sono ben visibili i segni dello scalpello e anche le piccole mensole. Il tunnel è percorribile in modo abbastanza agevole in autunno, quando il livello dell’acqua è basso, è necessaria una buona mezz’ora e una torcia, possibilmente frontale. L’imbocco della galleria si raggiunge seguendo il sentiero n° 548 che parte dalla frazione Ambournet di Exilles, proprio all’inizio del tunnel è posta la lapide che ricorda l’immane lavoro dello scalpellino. Gli ultimi metri della galleria sono stati cementificati durante un restauro del 1935. Per uscire si sale per una scaletta e si solleva una grata in ferro che serve per evitare la caduta di pietre nel cunicolo; a poche centinaia di metri dall’uscita si trovano le baite di Thullie.



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