03 giugno 2018

Valle di Susa: oasi, monasteri e silenzio

SACRA SAN MICHELE

Tutti la conoscono come la valle della Tav o delle Montagne Olimpiche, ma la Valle di Susa può anche essere un’ oasi di silenzi e monasteri. Basta percorrere la Via Francigena che nel Medioevo era attraversata dai pellegrini che si dirigevano a Roma. Oggi è ancora ben visibile l’ eredità che quella storia ha lasciato. Basta saperla scoprire. Questa valle è una concentrazione straordinaria di monasteri di rilievo internazionale ma anche di suggestive chiese minori o cappelle  campestri.

Partiamo da Avigliana dove è forte la presenza francescana  con la Certosa o Convento di San Francesco fondato nel 1515 e dove oggi l’ associazione Libera di don Luigi Ciotti ha creato un luogo di sosta e di pensiero: anche Vasco Rossi ha apprezzato questo posto ameno, bello e candido nella sua semplicità. La Sacra di San Michele è certamente il richiamo religioso più suggestivo e da tutti conosciuto e ammirato. Meno famosa, ma altrettanto carica di spiritualità, l’ abbazia benedettina dei Santi Pietro e Paolo, meglio nota come Novalesa, nei pressi di Bussoleno. E’ sede di un monastero ma anche punto di accoglienza per ospiti che possono soggiornare nei 20 posti letto vivendo una sorta di ritiro in meditazione. Non è luogo di villeggiatura, ma occasione per seguire da vicino l’ attività dei monaci e assaggiare anche i prodotti da loro coltivati come il miele di tiglio e castagno o le deliziose marmellate di albicocche, prugne, ciliegie e pesche.

Una sosta la meritano anche la Certosa della Madonna della Losa a Gravere, Montebenedetto a Villarfiocchiardo, la parrocchiale di Celle, nel comune di Caprie a quasi mille metri sul Monte Caprasio dove si può ammirare una splendida cripta affrescata.

Insomma, un’ occasione per passeggiate e meditazioni che nulla avrebbero da invidiare al Cammino di Santiago con i suoi milioni di pellegrini all’ anno. Quello che manca è quell’ accoglienza, quei sentieri ben tracciati e ben riconoscibili quel richiamo pubblicitario che ci sono in Spagna. I prossimi anni potrebbero essere l’ occasione per dare il via ad un cammino spirituale sulla Via Francigena in grado di richiamare un turismo religioso assai redditizio per questi territori.

Se solo qualcuno ci pensasse.

Mario Castelli



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