10 marzo 2019

GIROVAGANDO…Il castello di Grinzane Cavour

castello grinzane cavour

Da visitare in qualsiasi stagione dell’ anno. Dalla balconata si  lasci andare lo sguardo sull’ oceano di colline e vigneti delle Langhe, patrimonio mondiale Unesco.

Il Castello prende il nome da Camillo Benso conte di Cavour, lo statista risorgimentale che di Grinzane fu sindaco per diciassette anni. Nominato primo cittadino nel maggio 1832 a ventidue anni, mantenne tale carica fino al febbraio 1849. Alla sua morte il castello passò alla prediletta nipote Giuseppina che sposò il Conte Carlo Alfieri di Sostegno. L’ultima discendente di questa casata, marchesa Adele Alfieri, lasciò il castello al comune di Alba, di cui Grinzane era frazione.

Il comune si divide in due centri, Gallo e Grinzane Cavour. Gallo ospita molteplici attività artigianali e industriali (tra cui la Torrone Sebaste e la Mondo che realizza piste di atletica e parquet sportivi in tutto il mondo), mentre il centro storico del paese è costituito da Grinzane Cavour, con le sue poche case, strette attorno alla sagoma austera del Castello.

Costruito nella prima metà del XIII secolo, il castello ha subìto alcune modifiche di carattere architettonico. L’odierno aspetto è il risultato di restauri iniziati nel 1961, in occasione dei primi 100 anni dello stato italiano. L’imponente edificio in laterizio ha pianta trapezoidale, con quattro corpi irregolarmente disposti intorno all’esiguo cortile principale. Nel XVI secolo fu ampliato con l’aggiunta delle due pittoresche torricelle cilindriche; dello stesso periodo è, nella Sala delle maschere, il soffitto a cassettoni con 157 tavolette dipinte in occasione del matrimonio di Pietrino Falletti, recanti raffigurazioni di stemmi araldici, animali, allegorie e ritratti.

Ovviamente dopo la visita al maniero, immancabile un salto all’ enoteca dove si possono degustare e acquistare i prelibati vini albesi (Barolo, Barbaresco e Nebiolo in testa), si può consumare un lauto pranzo nel ristorante con la cucina dello chef stellato Marc Lanteri, oppure girare per le osterie della Langa: ovunque si mangia bene. E’ assicurato.



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