31 agosto 2018

TEMPORALI, NUBIFRAGI…QUANDO VENNE GIU’ LA MOLE

209 Panorama_Mole Antonelliana e Alpi

Capita spesso di sentir dire che un temporale così non si era mai visto. Trombe d’ aria fortissime, allagamenti, chicchi di grandine come uova…su Torino, senza  precedenti? E invece no.

Nel tardo pomeriggio del 23 maggio 1953, preceduto da una tempesta di sabbia, un temporale violentissimo investì Torino, provocando cinque vittime. Una raffica di vento stroncò gli ultimi 47 metri della guglia della Mole Antonelliana che cadde nel giardino sottostante e si sgretolò in un cumulo di macerie.
La perturbazione fu accompagnata prima da una pioggia di terra e sabbia  che investì un ampio territorio. Questo è un  fenomeno di origine locale ed è rarissimo in Europa. Nelle mattinate del 22 e 23 maggio il cielo si era mantenuto leggermente coperto, l’atmosfera era fosca e l’aria era appesantita da una notevole afa. Nelle ore pomeridiane del 23 maggio, su  ampie zone del Veneto e della Lombardia, si erano manifestati temporali e grandinate.

Nello stesso giorno in Piemonte alle ore 18  il cielo si oscurò in modo rapido e nel settore compreso tra il Canavese ed il Biellese si sollevò  un’improvvisa irruzione d’aria proveniente da varie direzioni, ma prevalentemente da nord-ovest e da est, che determinò violenti turbini e trombe d’aria. Grossi nuvoloni nerissimi che si spostavano con minacciosa lentezza, sollevando terra e polvere dai campi del basso Canavese (nella zona di Montalenghe) e della zona della Stura di Lanzo (Front e Lombardore).  Mesi e mesi di siccità avevano reso il territorio particolarmente arido: si alzarono quindi notevoli quantità di finissima terra, spinta verso ovest.

Questa bufera di sabbia cadde prima allo stato asciutto e poi mista a pioggia: Caselle, Venaria, Settimo, Bertolla, San Mauro e Torino furono le zone più colpite.

Alle ore 19 le nubi caliginose bassissime avanzavano da nord e nord-est sovrastando i margini orientali di Torino, spinte da vento violentissimo, si estendevano rapide su tutto il territorio cittadino.  L’atmosfera era oscurata e la respirazione difficoltosa,  terra impalpabile e sabbia  si depositava ovunque, perfino all’interno delle abitazioni.

Si calcola che il complesso dei turbini abbia avuto il suo massimo su un’area di raggio di una decina di chilometri con epicentro nel cuore di Torino: ovunque si ebbero danni notevoli, interruzioni di linee elettriche e delle vie di comunicazione, schianto e sradicamento di alberi d’alto e medio fusto, centinaia di pioppi e platani furono abbattuti nei viali e  parchi della città, nel cimitero e nella campagna. Molte costruzioni e vari fabbricati subirono gravi danni, tra le quali la Mole Antonelliana, monumento simbolo della città.  Ben 47 metri della guglia (400 tonnellate) che sormontava la cupola della Mole Antonelliana fu spezzata dalla violenza del vento che causò alcune vittime e molti feriti.

Negli anni successivi, la Mole verrà ricostruita. La sommità  sarà  rinforzata ,  l’angelo ligneo che la sovrastava sarà sostituito da una stella. Ma il monumento simbolo di Torino non sarà più realizzato interamente in mattoni, questo farà perdere il record di edificio in muratura più alto d’Europa.

                                                                                                        Nadia Finassi



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