23 giugno 2010

Prostituzione: crisi economica aumenta fenomeno e rischi

Le prostitute hanno fa­me sempre più fame. È uno dei tanti spunti di riflessione sul fenomeno emerso oggi a Torino dove nella sede del Gruppo Abele si sono dati appuntamento decine di amministratori pubblici comandanti e agenti di Polizia Municipale operatori che hanno lavorato insieme nelle Unità di Strada in aiuto alle donne in gran parte immigrate e vittime della tratta. La cri­si economica sta producendo i suoi effetti anche sul mestiere più vecchio del mondo.

“Non sono ancora grandi numeri – ha osservato Claudia De Coppi re­fe­rente dell’Unità di Strada del Gruppo Abele – ma capita sempre più spes­so di incontrare donne italiane che si prostituiscono disperate perché hanno perso il posto di lavoro o non riescono a trovarne uno”. Non solo ma “mentre fino a poco tempo fa il nostro approccio – ha aggiunto De Coppi – era in prevalenza di tipo sanitario distribuendo anche ma­teriale per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili og­gi diamo anche generi di prima necessità, cibo specialmente alle donne nigeriane”.

I dati raccolti dal gruppo Abele sui contatti delle Unità di Strada relativi al 2008-2009 a Torino e nei comuni limitrofi di Candiolo Grugliasco e Collegno vedono prime in classifica le nigeriane (1.248), seguite dalle don­ne provenienti dall’est Europeo (572, di cui 235 dalla Romania). In un anno sono state contattate 171 minorenni e 21 transessuali che – è sta­to sottolineato – hanno visto peggiorare la loro condizione umana dopo la risonanza mediatica del caso Marrazzo.



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