06 agosto 2017

I PAVESINI, UN PEZZO DOLCE DEL PIEMONTE

pavesini

Hanno accompagnato la nostra infanzia. Molto più in televisione che nella nostra cartella. Le nostre mamme, per l’intervallo, preferivano preparaci un panino col prosciutto piuttosto che darci prodotti confezionati. Quando però ne entrava un pacco in casa era una vera festa. Stiamo parlando dei Pavesini, i biscotti nati a Novara dal genio di un fornaio: Mario Pavesi.

La Pavesi biscotti S.p.A. ha già compiuto 60 anni, ma i Pavesini sono nati molto prima. Siamo nel 1937 quando Pavesi inizia la produzione del Biscottino di Novara in un piccolo forno: biscotti friabili, leggeri e dalla forma accattivante. Il passaggio successivo avviene nel 1940, Pavesi trasferisce la produzione in uno stabilimento con 20 dipendenti e cambia nome al prodotto, diventa il Biscottino di Pavesi, e poi Pavesini.

L’idea vincente: trasformare il vecchio biscotto in uno più piccolo e confezionarlo in comode porzioni da portare sempre con sè, uno spuntino da mettere in borsetta o nella cartella dei bambini. E’ il 1953, l’Italia sta risorgendo dalle macerie della guerra, ma il fermento per il  boom economico è già nell’ aria.

Nei primi mesi del 1954 Mario Pavesi inizia la grande impresa, apre uno stabilimento industriale in corso Vercelli a Novara e si affaccia al mondo della comunicazione e della promozione del prodotto. L’industriale fornaio ha le idee chiare è già nel 1952 investe 20 milioni di lire per una campagna pubblicitaria dove un Pavesino dotato di braccia e gambe si tuffa in una tazza di caffèlatte. Nel 1958 nasce l’orologio con i Pavesini al posto dei numeri delle ore, con la famosa scritta “E’ sempre l’ora dei Pavesini”.

Chi non ricorda Topo Gigio, testimonial d’eccezione a Carosello che alla fine della sua scenetta raccomandava: “Tenetevi su con i Pavesini”? Una curiosità: negli sketch del Carosello vigeva una regola ferrea, per un minuto e quarantacinque secondi era vietato pronunciare il nome del prodotto reclamizzato, sarà per questo che il motto finale ci rimaneva così impresso? Mario Pavesi non si ferma però ai biscotti, è un grande imprenditore e quando l’Italia inizia appena a costruire le autostrade, a lui salta in mente di realizzare un autogrill. Dove? A Novara, ovviamente. Costruito sulla Torino-Milano nel 1950.

Tutta la sua vita professionale è incisa in un bassorilievo che lo ritrae all’ingresso dello stabilimento Pavesi: “Arrivare prima degli altri”. E lui è arrivato prima in molte occasioni, con i Pavesini snack, con gli autogrill, ma anche con i cracker e nel 1967 con il primo biscotto farcito dell’industria dolciaria italiana: i Ringo e come dimenticare i Togo, parola che in dialetto significa straordinario, eccezionale? Un dolce successo piemontese a cui dare quindi il giusto risalto e di cui andare fieri. Mario Pavesi, un personaggio che ha saputo cavalcare l’onda del boom economico con qualità fantasia e innovazione. Insomma, un vero Togo!

Patrizia Durante



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