24 maggio 2007

I tesori dell’Afghanistan in mostra a Torino

Preziose testimonianze di quattromila anni di storia di una civiltà, di molte civiltà, che per trent’anni si credevano perdute, scomparse. Raffinate lavorazioni in oro, vasi in vetro soffiato e dipinti, statue, ornamenti, monili, oggetti d’arte delle diverse culture che hanno attraversato e dominato l’Asia centrale sono finalmente state ritrovate in Afghanistan e ora sono anche in mostra in Italia, a Torino. Capolavori che per la prima volta vengono esposti al pubblico. Come le splendide lavorazioni in oro – collane, bracciali, coltelli del I secolo dopo Cristo che sottolineano come un popolo nomade delle steppe asiatiche avesse interagito non solo con i seguaci di Alessandro Magno, e quindi con la cultura greca, ma anche con la civiltà indiana e quella cinese. Scoperti alla fine degli anni ’70 – e poi scomparsi fino ad ora – questi oggetti in oro eseguiti con abile maestria sono la dimostrazione, insieme ad altre scoperte archeologiche a partire dagli anni ’30, di come il martoriato Afghanistan sia sempre stato una cerniera culturale tra oriente e occidente. “Alcuni di noi sapevano che questi preziosi tesori della nostra storia, ma non solo della nostra, erano al sicuro in un caveau della Banca Centrale dentro il palazzo presidenziale – racconta il direttore del museo archeologico di Kabul – ma durante l’invasione sovietica, la guerra civile e poi la dominazione talebana, abbiamo sempre mantenuto il silenzio, a volte anche a costo della vita e di torture, per evitare che questi capolavori si disperdessero”. Ed è infatti solo nel 2003 che il presidente Karzai annuncia al mondo: il tesoro è stato ritrovato. Ora lo possiamo ammirare anche noi grazie al museo Guimet di Parigi e alla fondazione per l’arte della Compagnia di San Paolo.

 



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