31 maggio 2007

Margherita Agnelli chiede chiarezza sull’eredità

Quanto era ricco Giovanni Agnelli? Quanti beni mobili e immobili possedeva? Deve essere molto difficile quantificarlo se l’unica erede, la figlia Margherita, (insieme con la mamma, donna Marella) ha deciso di citare in giudizio i gestori del patrimonio dell’Avvocato per ottenere un chiaro e completo rendiconto di tutti i suoi beni, per tutelare tutti i diritti degli eredi. Una decisione pesante, dell’unica figlia vivente di Gianni Agnelli (l’altro figlio Edoardo è morto tragicamente nel 2000) che chiama in causa l’avvocato Grande Stevens, Gianluigi Gabetti e Siegfred Malon, uomini di fiducia di casa Agnelli e ai vertici di Ifi-Ifil e dell’accomandita Agnelli, insomma i custodi del patrimonio di famiglia. Come riferisce in prima pagina il Wall Street Journal, Margherita Agnelli arriva a questo passo dopo che più volte ha chiesto – anche per iscritto – di conoscere la consistenza complessiva dell’eredità e il modo in cui è amministrata, senza – a suo dire – ottenere risposta soddisfacente. L’unica erede ha 52 anni, ha 8 figli da due matrimoni. Dall’unione con Alain Elkann sono nati John (vicepresidente Fiat), Lapo e Ginevra mentre dalle nozze con Serge de Pahlen sono nati altri 5 figli. Da indiscrezioni risulterebbe che è intenzione della mamma garantire a tutti gli 8 figli parità di diritti e di condizioni testamentarie, mentre l’Avvocato quand’era in vita aveva una spiccata predilezione per John e Lapo. Nessuna reazione da parte della Fiat, che peraltro non è direttamente chiamata in causa, mentre i soci dell’accomandita Giovanni Agnelli, che raccoglie circa 200 eredi confermano piena fiducia ai vertici del gruppo, cioè a Gabetti, Grande Stevens e Malon. “Sono molto addolorato per una vicenda che si era chiusa nel 2004 con accordo di tutti…” commenta il vicepresidente Fiat. La vicenda di cui parla John Elkann evidentemente non era chiusa. “Non si tratta di divisioni o di liti sull’eredità, si vuole solo sapere l’esatta consistenza del patrimonio” spiega l’avvocato Girolamo Abbatescianni, legale di Margherita Agnelli. Dunque, Margherita chiede se le divisioni del patrimonio furono eque. A Margherita andò il 50% dei beni del padre. “Nessuna guerra, solo un’azione per tutelare gli eredi – si affretta a spiegare il legale che la rappresenta – che aggiunge – il patrimonio dell’Avvocato era costituito da due filoni. La Fiat e il resto. È su questa seconda parte che chiediamo luce”. Le società della galassia Fiat sarebbero fuori da questa vicenda. Ma non è detto. Tre anni fa, nel 2004, alla vigilia del matrimonio di John con Lavinia Borromeo, Margherita aveva firmato un accordo tombale, in base al quale non avrebbe potuto avanzare ulteriori richieste. A lei il patrimonio immobiliare dell’Avvocato valutato una quarantina di milioni di euro, tra cui villa Frescot e la residenza romana di famiglia a due passi dal Quirinale e un assegno di 109 milioni di euro ad integrazione, per suggellare quell’intesa. A John, Lapo e Ginevra le attività industriali. Adesso, osserva qualcuno, Margherita vorrebbe un ulteriore divisione proprio quella parte di eredità di natura finanziaria a cui Margherita aveva rinunciato nel 2004 – legata alla ripresa del titolo Fiat che ha fatto triplicare il valore delle azioni. Dunque Margherita chiede se quelle divisioni furono eque: dodici pagine di atto di citazione.



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