14 novembre 2017

14 NOVEMBRE 1934 – Nasce a Torino Carlo De Benedetti.

CARLO DE BENEDETTI

Nato da famiglia benestante, figlio di Rodolfo Debenedetti e fratello del senatore Franco Debenedetti, il suo cognome (staccato) è diverso per un errore compiuto dall’anagrafe sull’atto di nascita.

Nel 1943 la famiglia, di origini ebree, ottiene asilo politico in Svizzera. Alla fine del conflitto ritornano in Italia e nel 1958 Carlo si laurea in Ingegneria ed entra nell’azienda paterna, la “Compagnia Italiana Tubi Metallici”. Nel 1972, assieme al fratello Franco, acquisisce la Gilardini, società immobiliare quotata in borsa, che presto viene trasformata in una holding di successo, impegnata soprattutto nel settore metalmeccanico. All’interno della Holding De Benedetti occupa le più alte cariche. Nel 1974 è nominato presidente dell’Unione Industriali torinesi. Nel 1976, in seguito alla proposta di Gianni e Umberto Agnelli (suo compagno di scuola), De Benedetti diventa amministratore delegato della Fiat, in cui fa confluire il 60% della Gilardini in cambio di una quota azionaria della società stessa (5%). Carlo De Benedetti cerca di dare una diversa impostazione alla dirigenza nominando alcuni manager di fiducia, compreso il fratello Franco. Dopo solo quattro mesi abbandona la carica per presunte divergenze strategiche, in realtà pare stesse tentando di “sfilare” la Fiat agli Agnelli-

Nel 1976 De Benedetti rileva la CIR e nel 1978 entra in una florida Olivetti come presidente, incarico che abbandona nel 1996 a seguito della grave crisi aziendale di quegli anni.

Nel 1981 fa parte dell’azionariato del Banco Ambrosiano, di cui è presidente Roberto Calvi, acquistando il 2% del capitale. Lascia l’istituto dopo appena due mesi quando già si prospettano le ombre del fallimento. De Benedetti è accusato di bancarotta fraudolenta e per questo processato, condannato in due gradi di giudizio, viene poi assolto in Cassazione.

Tra luci e ombre Carlo De Benedetti prosegue il suo cammino di industriale e imprenditore, molte sono le acquisizioni che ha effettuato e parecchie sono finite sotto le luci dei riflettori dei media, come quella riguardante il caso SME, e quella, ancora non conclusa del Lodo Mondadori che vede De Benedetti impegnato da anni in una battaglia legale contro Silvio Berlusconi. L’ Ingegnere non resta fuori neppure da Tangentopoli, nel 1993 presenta al pool di Mani Pulite un memoriale in cui si assume molte responsabilità, non ultima quella di aver versato 10 miliardi di lire ai partiti di governo per acquisire una commessa da Poste Italiane. Arrestato e liberato nella stessa giornata, viene poi assolto da alcune accuse, mentre altre sono andate in prescrizione.

Dal 2009 è anche cittadino svizzero, scelta che lui, attaccato dagli organi di stampa, giustifica con motivi affettivi e afferma di voler continuare a pagare le tasse in Italia. Ha trasferito la sua residenza civile a Dogliani.



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