26 novembre 2019

26 NOVEMBRE 1808 – Prima comparsa in pubblico di Gianduja.

GIANDUJA

“Gli anelli magici, le 99 disgrazie di Gianduja” è il titolo della commedia dialettale in cui fa la prima comparsa la maschera di Torino e del Piemonte. Le origini di Gianduja si perdono nella memoria dei secoli, Già nel 1630 ci sono notizie di un tal Gironi, una figura molto simile al moderno Gianduja: galantuomo furbo, finto tonto, arguto, gran bevitore di barbera,tricorno in testa, codino e da sempre in lotta contro le ingiustizie. Ma la notorietà per la nostra maschera arrivò nel 1780, quando un famoso burattinaio, Gioanin d’ij Osei, mise i panni di Gironi a uno dei suoi burattini e lo portò in tutti i teatri piemontesi. Tra i bambini che ammiravano il burattino c’era Giambattista Sales che, assieme a Gioachino Bellone, mise in piedi un teatrino ambulante e portò Gironi in tournée, italianizzandone il nome in Gerolamo. I due burattinai si esibirono in tutto il Piemonte; i loro guai iniziarono quando arrivarono a Genova infatti il doge, Gerolamo Durazzo, non trovò simpatica l’omonimia con il burattino e fece cacciare  i due dalla città. Tornati a Torino, Sales e Bellone, aprirono un teatrino stabile e l’ironico Gerolamo riprese a fare le sue simpatiche performance, ma durò poco: furono arrestati per lesa maestà. Questa volta l’offeso era niente meno che il fratello minore di Napoleone, re Gerolamo di Westfalia. Dopo un periodo di prigionia, furono liberati ma il teatro fu chiuso e loro messi al bando.

Per tentare di rifarsi una vita arrivarono nell’ Astigiano, a Callianetto, paese tranquillo e, all’epoca, attorniato da fitti boschi, qui Giambattista Sales incominciò a esibirsi, vestito con tricorno e codino, in scenette ironiche e beffarde, portava sempre con sé la doja, un boccale in terracotta per il vino, questo lo fece soprannominare Gioan d’la doja, presto accorciato in Gianduja. La simpatia e l’ironia lo resero famosissimo in tutta la regione, sino a farlo diventare la maschera emblematica.

A Callianetto, in località Lovisoni, è possibile visitare la simbolica casa natale della maschera: il Ciabot ‘d Gianduja.

A Torino il nome di Gianduja è tenuto alto dalla Famija Turineisa e dalla Associassion Piemonteisa, che mantengono la tradizione nominando un Gianduja ufficiale che fa da testimonial in diverse manifestazioni in Italia e all’estero.



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