27 novembre 2019

27 NOVEMBRE 1916 – Muore a Cuneo Carolina Invernizio

CAROLINA INVERNIZIO

Era la regina del feuilleton e sulle morti apparenti aveva costruito la sua fortuna letteraria. Per tutta la vita fu perseguitata da una paura ossessiva: essere sepolta viva.

E sotto alcuni punti di vista andò così, infatti Carolina Invernizio uscì di scena quel 27 novembre per una polmonite, ma il suo nome, come riportato in modo profetico sulla corona di fiori deposta sulla tomba dall’editore Salani, non morì mai. A Cuneo, dove era titolare di un salotto ben frequentato in via Barbaroux, le tributarono funerali sontuosi degni di una sovrana, con i rappresentanti degli onorevoli Giolitti e Galimberti stipati in mezzo a una folla immensa. E a dispetto dei critici, che non furono mai teneri nei suoi confronti, il pubblico continuò per anni ad appassionarsi alle intricate vicende di amore e di morte della sua sterminata bibliografia: oltre 120 romanzi dalle copertine chiassose e dai titoli ad effetto come Il bacio di una morta, L’atroce visione, Sepolta viva, L’albergo del delitto. I suoi libri furono i veri progenitori delle moderne telenovelas.

Carolina Invernizioera nata a Voghera nel 1851 ma, per chiara civetteria, si tolse sempre sette anni. Fu felicemente sposata con Marcello Quinterno, un ufficiale addetto alla sussistenza,fu  madre amorevole e attenta di una figlia: Marcellina. Visse a Torino, e Firenze, la coppia ebbe una casa in campagna a Govone, vicino ad Alba. Donna decisa e conscia delle proprie capacità e dei suoi limiti rifiutò una fotografia a Guido Gozzano “Non sono un’attrice e neppure una ballerina” si giustificò; e a Matilde Serao disse: “Tu scrivi per la crème, io per quello che rimane”.

 



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