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	<title>Un anno in Piemonte</title>
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	<description>Un viaggio attraverso la realtà della nostra Regione tra cronaca, costume e curiosità vista con l’arguzia del giornalista Mediaset Beppe Gandolfo</description>
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		<title>27 OTTOBRE 1911 &#8211; FINISCE UNIVERSITA’ ANTONIO GRAMSCI</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 23:04:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>“Partii per Torino come se fossi in stato di sonnambulismo. Avevo 55 lire in tasca; avevo speso 45 lire per il viaggio in terza classe delle 100 avute da casa” Antonio Gramsci era nato ad Ales il 22 gennaio 1891, da una famiglia numerosa e povera. All’età di tre anni, in seguito ad una caduta, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><i>“Partii per Torino come se fossi in stato di sonnambulismo. Avevo 55 lire in tasca; avevo speso 45 lire per il viaggio in terza classe delle 100 avute da casa”</i></p>
<p>Antonio Gramsci era nato ad Ales il 22 gennaio 1891, da una famiglia numerosa e povera. All’età di tre anni, in seguito ad una caduta, è colpito da una malattia che gli impedirà di crescere, non supera il metro e cinquanta. La bellezza di Antonio è tutta negli occhi azzurri e intensi. E’ dotato di un’intelligenza vivace e acuta e la famigli fa di tutto per permettergli di completare il percorso scolastico.</p>
<p>Alla conclusione degli studi universitari segue un’intensa attività giornalistica che vede Gramsci impegnato da prima presso la testata <i>Il Grido del popolo</i> e dell’<i>Avanti! </i>dove tiene una rubrica di critica teatrale. In quegli anni smetterà i panni dello studente scontroso e povero per incontrare sempre più frequentemente gli operai cittadini. A Torino il 25 agosto 1917 si scatena la rivolta del pane, gli arresti decimano la Sezione del Partito Socialista che viene tenuta in vita da un comitato di 12 persone, tra cui Gramsci. La rivoluzione bolscevica del novembre 1917 invia echi forti e profondi e sollecita i membri del partito a fondare un nuovo giornale: il 1 maggio 1919 esce il primo numero de <i>L’Ordine Nuovo,</i> di cui Gramsci è segretario di redazione e animatore. Il giornale è amato dalla classe operaia e per i suoi redattori è un mezzo per promuovere la rivoluzione operaia. Appoggia lo sciopero dell’aprile del 1920, l’occupazione delle fabbriche di settembre e il fallito sciopero del 1921. Queste posizioni sono in aperto dissenso con la linea del Partito Socialista e provocheranno una scissione che darà vita, il 21 gennaio 1921 nel Teatro San Marco di Livorno, alla nascita del Partito Comunista Italiano. Nel maggio del 1922 Gramsci parte per Mosca quale rappresentate italiano nell’esecutivo dell’Internazionale. Vi arriva già malato e nell’estate è ricoverato in un sanatorio. Qui conosce Giulia Schucht, una violinista che ha abitato diversi anni a Roma; Gramsci se ne innamora perdutamente.</p>
<p>Intanto a Milano vengono arrestati i dirigenti del partito e Gramsci rimane il massimo esponente, si trasferisce quindi a Vienna per seguire più da vicino la situazione, nel 1923 si sposa con Giulia da cui avrà due figli, Delio e Giuliano. Il 12 febbraio 1924 esce il primo numero de <i>L’Unità, </i>il nome della testata auspica l’unione di tutto il popolo italiano nella lotta contro il fascismo. Il 6 aprile 1924 viene eletto deputato e a maggio può rientrare a Roma, protetto dall’immunità parlamentare. Il 10 giugno, un gruppo di fascisti, rapisce e uccide Giacomo Matteotti, pare che il fascismo sia giunto alla fine, talmente è forte l’indignazione popolare, ma non è così, l’opposizione parlamentare sceglie di abbandonare il Parlamento (Scissione dell’Aventino). Gramsci sottovaluta Mussolini e non crede che il suo partito avrà lunga vita: “<i>Il Partito fascista non riuscirà mai a diventare un normale partito di governo, Mussolini non possiede le qualità dello statista e del dittatore altro che alcune pittoresche pose esteriori</i>”. E’ un errore. L’8 novembre 1926 Gramsci, in violazione dell’immunità parlamentare, viene arresto e rinchiuso a Regina Coeli dove scriverà <i>Quaderni dal carcere</i>. Mussolini ha spazzato via gli ultimi scampoli di democrazia. Viene processato e condannato a 20 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione per attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato e incitamento all&#8217;odio di classe. Gramsci ha, per problemi gravi di salute, una cella individuale e cerca di reagire studiando ed elaborando le proprie riflessioni politiche. La sua salute peggiora e nell’ottobre del 1934 Mussolini accoglie la richiesta di libertà condizionata, ma gli è impedito di andare a curarsi fuori Roma, riacquista la piena libertà solo nell’aprile del 1937, ma oramai è gravissimo e muore in clinica il 27 dello stesso mese di emorragia cerebrale.</p>
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		<title>26 OTTOBRE 1962 &#8211; Inaugurato l’aeroporto Levaldigi Cuneo</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 23:04:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nato dall’ampliamento del “Campo d’Aviazione di Fortuna”, costruito nel 1929, e grazie agli enti locali ed economici, l’aeroporto di Cuneo Levaldigi fu aperto al traffico commerciale nazionale nel 1986 e nel 1990 a quello turistico e internazionale. Solo l’evento dei Giochi Olimpici del 2006 consentirono però alla struttura di occupare il posto di secondo aeroporto [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Nato dall’ampliamento del “Campo d’Aviazione di Fortuna”, costruito nel 1929, e grazie agli enti locali ed economici, l’aeroporto di Cuneo Levaldigi fu aperto al traffico commerciale nazionale nel 1986 e nel 1990 a quello turistico e internazionale. Solo l’evento dei Giochi Olimpici del 2006 consentirono però alla struttura di occupare il posto di secondo aeroporto <i>torinese, </i>con l’etichetta di <i>Aeroporto di Levaldigi “Torino Olimpica”</i>. Levaldigi è infatti correlato a Caselle, nonostante si trovi in un’altra provincia. La successiva apertura di basi per compagnie low cost che hanno avviato nuove rotte verso Cagliari, Roma, Marrakech, ma anche verso i paesi dell’est gli hanno consentito di essere inserito nel 2012 tra gli scali strategici che servono zone minori del piano nazionale. Il trend positivo de Levaldigi pare costante e continuativo: mentre in Italia i passeggeri sono calati del 3%, qui sono aumentati del 42%. Circa 50.000 passeggeri in più in un anno.   <i>.</i></p>
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		<title>25 OTTOBRE 1932  &#8211; INAUGURATA AUTOSTRADA TORINO-MILANO</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 22:04:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E’ stata una delle prime autostrade italiane. I lavori iniziarono nell’aprile del 1930 e in poco più di due anni la bretella fu inaugurata. All’epoca aveva una sola corsia per senso di marcia della larghezza di otto metri. Nel 1952 la carreggiata fu portata a dieci metri. Sul finire degli Anni Cinquanta il traffico diventò [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stata una delle prime autostrade italiane. I lavori iniziarono nell’aprile del 1930 e in poco più di due anni la bretella fu inaugurata. All’epoca aveva una sola corsia per senso di marcia della larghezza di otto metri. Nel 1952 la carreggiata fu portata a dieci metri. Sul finire degli Anni Cinquanta il traffico diventò sempre più intenso, tanto da far decidere per il raddoppio delle carreggiate, ma la soluzione divenne obsoleta già alla fine degli anni ’60. Fu deciso di abolire la corsia d’emergenza e di creare una terza corsia riducendo però la larghezza di ciascuna. Il risultato fu un’autostrada molto pericolosa, in modo particolare durante le frequenti giornate di nebbia. La soluzione ai problemi di traffico e all’elevato numero di incidenti, arrivò in occasione della costruzione, parallela all’autostrada, della linea ferroviaria ad alta velocità. L’adeguamento dell’intero tratto autostradale era previsto per l’apertura dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006. I lavori però procedettero a rilento proprio a causa del grande traffico, dei numerosi incidenti accorsi nei periodi di chiusura delle corsie e degli elevati costi. L’ intero tratto della nuova Torino-Milano è stato terminato soltanto pochi anni fa.</p>
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		<title>24 OTTOBRE 1979 &#8211; MUORE A VIENNA KARL ABARTH</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 22:04:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Lo scorpione era il suo segno zodiacale e lo aveva scelto come simbolo della sua azienda. Karl Abarth, naturalizzato italiano con il nome di Carlo Abarth, era nato a Vienna il 15 novembre 1908. Fin da bambino era amante della velocità e delle gare, tanto che partecipava tutti i pomeriggi a gare di monopattino ma, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorpione era il suo segno zodiacale e lo aveva scelto come simbolo della sua azienda.</p>
<p>Karl Abarth, naturalizzato italiano con il nome di Carlo Abarth, era nato a Vienna il 15 novembre 1908. Fin da bambino era amante della velocità e delle gare, tanto che partecipava tutti i pomeriggi a gare di monopattino ma, essendo il più piccolo, le sue possibilità di vittoria erano inesistenti, era intervenuta quindi la genialità del piccolo corridore: aveva tagliato la sua cintura di cuoio e applicati i pezzi alle ruote. L’aumentata aderenza gli aveva consentito di vincere.</p>
<p>Da adulto aveva sviluppato una grande conoscenza tecnica e meccanica presso alcune importanti officine e aveva avuto esperienza in gara, ma due gravi incidenti gli avevano precluso la carriera da pilota. Abarth aveva deciso quindi di trasferirsi a Torino e aprire un’azienda specializzata nell’elaborazione dei veicoli, alla fine dell’anno la ditta contava già 30 dipendenti. Era perciò naturale anche la costituzione di una piccola scuderia con piloti qualificati come Nuvolari, Bonetto e Cortese. Le vittorie del team avevano contribuito al successo del’officina e Abarth aveva trovato il modo di differenziarsi: commercializza il kit per l’elaborazione delle vetture e farle diventare potenti e veloci.</p>
<p>Ma l’invenzione che aveva reso celebre la Abarth era la marmitta, dal suono profondo e inconfondibile, che migliorava in modo evidente le prestazioni dell’auto. Molti sono stai i modelli elaborati Abarth, ma la prima vettura che aveva messo in luce l’officina era stata la 1500 elaborata nel 1952: un coupé a due posti con tre fari anteriori di cui uno frontale, la linea aggressiva e futurista, ne aveva fatto un pezzo unico. Nel 1955 Carlo Abarth, oramai affermato, aveva avuto un ulteriore grande intuizione: aveva elaborato la Fiat 600, ottenendone una piccola vettura sportiva, la 750 GT. Era un gioiellino che aveva infranto diversi primati alle Mille Miglia e a Monza. Dopo poco aveva elaborato la 500 Abarth, ma qui il genio dell’imprenditore si era espresso in modo completo. Oltre a una vettura di grande successo, aveva concluso un vantaggioso accordo con Vittorio Valletta: per ogni vittoria ottenuta, la Fiat avrebbe corrisposto ad Abarth un compenso in danaro. Le vittorie erano state molte e Carlo Abarth era diventato un grande personaggio: al circuito del Garda del 1962 avevano partecipato solo vetture con il marchio dello scorpione. L’azienda si era quindi specializzata in elaborazione sportiva di modelli Fiat e nella produzione di pezzi in numero limitato per altre case, memorabile era stata la Porsche 356 GTL del 1961.</p>
<p>Nel 1971 Carlo Abarth si era ritirato dopo la cessione dell’azienda alla Fiat.</p>
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		<title>23 OTTOBRE 1920 &#8211; NASCE A OMEGNA GIANNI RODARI</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 22:04:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>“La fantasia fa parte di noi come la ragione: guardare dentro la fantasia, è un modo come un altro per guardare dentro noi stessi” Gianni Rodari I genitori sono originari del Varesotto e il padre fornaio, viene a mancare quando Gianni ha solo 10 anni. E’ un bambino minuto, di salute cagionevole e di carattere [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><i>“La fantasia fa parte di noi come la ragione: guardare dentro la fantasia, è un modo come un altro per guardare dentro noi stessi” Gianni Rodari</i></p>
<p>I genitori sono originari del Varesotto e il padre fornaio, viene a mancare quando Gianni ha solo 10 anni. E’ un bambino minuto, di salute cagionevole e di carattere abbastanza schivo che lega poco con i suoi coetanei. La scomparsa del padre costringe la madre a ritornare con i figli a Gavirate e a iscrivere Gianni al ginnasio del Seminario. Il giovane Rodari è uno studente brillante ma la vita del seminario non è adatta al suo carattere, viene quindi ritirato e iscritto all’istituto Magistrale, dove si diploma nel 1937, con un anno d’anticipo. Sin dal 1935 è iscritto all’Azione Cattolica e nel 1936 pubblica otto racconti sul settimanale <i>L’azione giovanile.</i> Ma il 1937 è un anno di profondi cambiamenti per Gianni Rodari, già a marzo lascia la presidenza dell’Azione Cattolica e i rapporti con quell’ ambiente non verranno più riallacciati.</p>
<p>Rodari legge molto e ama la musica, è dotato di una grande curiosità intellettuale e legge Nietzsche, Schopenhauer, Lenin, Stalin e Trotzkij; è incuriosito dal marxismo e da quella concezione del mondo. Nel 1940, quando l’Italia entra in guerra, Rodari è riformato, frequenta per qualche tempo l’Università ma l’abbandona presto. Vince però un concorso da maestro e comincia ad insegnare. Quello dell’insegnamento non è un grande periodo, ma gli serve per entrare in contatto con il magico mondo dei bambini, un mondo affascinante da cui trae spunti e insegnamenti per i suoi racconti e per le sue poesie.</p>
<p>Dopo la caduta del fascismo, Rodari si avvicina al Partito Comunista ed è chiamato a Roma a dirigere il giornale <i>Ordine Nuovo</i>. Nel 1947 entra a far parte della redazione dell’Unità a Milano, dove diventa capo cronista e poi inviato speciale. In quegli anni pubblica <i>Il libro delle filastrocche </i>e il romanzo <i>Cipollino.</i></p>
<p>Il 1 dicembre 1958 inizia a lavorare a <i>Paese Sera</i>, si realizza la scelta che contrassegnerà tutta la sua vita: affiancare al lavoro di scrittore per l’infanzia quello di giornalista politico ma non partitico.</p>
<p>Nel 1960 pubblica per Einaudi <i>Filastrocca in cielo ed in terra</i> e la sua fama si diffonde in tutta Italia, nel 1970 vince il Premio Andersen, il più importante concorso internazionale di letteratura per l’infanzia e la sua fama diventa mondiale. Nel 1979 Gianni Rodari incomincia ad avere gravi problemi circolatori che lo porteranno alla morte il 14 aprile 1980.</p>
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		<title>22 OTTOBRE 1566 &#8211; Il Senato istituisce l’Università di Torino.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 22:04:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Erasmo da Rotterdam fu uno dei suoi allievi più illustri fra i molti stranieri che già si erano laureati nell’ateneo della nostra città, ma fino a quell’anno, l’Università di Torino non aveva ancora alcun riconoscimento ufficiale. L’occupazione francese  aveva bloccato ogni tipo di attività. Emanuele Filiberto nel frattempo aveva istituito un’Accademia a Mondovì nel 1560. [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Erasmo da Rotterdam fu uno dei suoi allievi più illustri fra i molti stranieri che già si erano laureati nell’ateneo della nostra città, ma fino a quell’anno, l’Università di Torino non aveva ancora alcun riconoscimento ufficiale. L’occupazione francese  aveva bloccato ogni tipo di attività. Emanuele Filiberto nel frattempo aveva istituito un’Accademia a Mondovì nel 1560. Quando anche Torino fu restituita ai Savoia gli abitanti si affrettarono a chiedere la riapertura della loro Università, ma gli abitanti di Mondovì si opposero, ne seguì una disputa che durò un paio di anni fino a quando il Senato diede ragione a Torino e i corsi furono immediatamente trasferiti. Il 3 novembre l’anno accademico poté iniziare regolarmente.</p>
<p>Il consiglio dell’Università era composto da nove membri tra cui l’arcivescovo, il consigliere della corona e i due presidenti del Senato.  La sede di via Po, dove si trova ancor oggi il Rettorato e la parte centrale dell’Università di Torino, fu edificata ben due secoli dopo, da re Vittorio Amedeo II nel 1711.</p>
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		<title>21 OTTOBRE 1846 &#8211; NASCE A ONEGLIA EDMONDO DE AMICIS</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 22:04:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>“L’educazione di un popolo si giudica dal contegno ch’egli tien per la strada” (Da Cuore) Nato ad Oneglia da famiglia benestante, a due anni si trasferì in Piemonte. Prima a Cuneo, dove frequentò le elementari, poi a Torino dove proseguì la sua formazione scolastica. A 17 anni fu ammesso all’Accademia Militare di Modena dove divenne [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><i>“L’educazione di un popolo si giudica dal contegno ch’egli tien per la strada” </i>(Da Cuore)</p>
<p>Nato ad Oneglia da famiglia benestante, a due anni si trasferì in Piemonte. Prima a Cuneo, dove frequentò le elementari, poi a Torino dove proseguì la sua formazione scolastica. A 17 anni fu ammesso all’Accademia Militare di Modena dove divenne ufficiale. Nel 1866 partecipò alla battaglia di Custoza che si concluse con la disfatta sabauda. Forse quella delusione fu la molla che lo spinse a lasciare l’esercito l’anno successivo. L’esperienza militare lasciò però tracce indelebili nel suo carattere e nel suo pensiero: lo spirito patriottico e la disciplina militare non lo abbandonarono mai. Divenne giornalista militare. Fu assunto alla Nazione come inviato e assistette alla presa di Roma del 1870. Le sue corrispondenze furono raccolte in vari diari di viaggio.</p>
<p>Nel 1882 De Amicis si trasferì a Pinerolo dove scrisse “Alle porte d’Italia” dedicato a quelle valli. Nell’aprile del 1884 fu nominato cittadino onorario di Pinerolo.</p>
<p>Nel 1885 prese alloggio a Torino, in piazza XVIII dicembre, vicino alla stazione di Porta Susa. L’ispirazione e l’osservazione della vita scolastica dei suoi figli Ugo e Furio, gli permisero di scrivere quello che tutt’ora è considerato il suo romanzo più famoso: “Cuore”.</p>
<p>Pubblicato il 17 ottobre 1886, primo giorno scolastico di quell’anno, come libro per ragazzi, ebbe un successo immediato. In pochi mesi furono superate le quaranta edizioni e fu tradotto per decine di paesi stranieri. Il libro fu considerato un potente mezzo pedagogico per trasmettere i forti valori patriottici del Risorgimento, tuttavia fu criticato dal mondo cattolico in quanto in tutto il testo non vi è alcun riferimento religioso. Aderì poi al Partito Socialista e divenne amico di Filippo Turati. Scrisse altri libri: <i>Sull’oceano</i>, che parla dei poverissimi emigranti italiani,<i> Il romanzo di un maestro, Amore e ginnastica, La maestrina degli operai</i>, <i>La carrozza di tutti</i>, ritratto di Torino vista dal tram e molti articoli di chiara ispirazione socialista raccolti nel libro <i>Questione sociale.</i></p>
<p>Edmondo De Amicis morì improvvisamente, a causa di un’emorragia cerebrale, l’11 marzo 1908 a Bordighera, fu però tumulato nella tomba di famiglia nel Cimitero Monumentale di Torino.</p>
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		<title>20 OTTOBRE 1955 &#8211; Inaugurato il giardino zoologico di Torino</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 22:04:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il progetto è presentato in Consiglio Comunale nel 1950. In un primo tempo sono individuate altre aree: il Parco della Pellerina e il Parco pubblico Leone Ginzburg. La scelta cade poi sul “silenzioso e un tantino malinconico” Parco Michelotti perché l’occupazione dell’area scontenterebbe solo i pochi frequentatori della zona. La Giunta Comunale delibera la concessione [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto è presentato in Consiglio Comunale nel 1950. In un primo tempo sono individuate altre aree: il Parco della Pellerina e il Parco pubblico Leone Ginzburg. La scelta cade poi sul “silenzioso e un tantino malinconico” Parco Michelotti perché l’occupazione dell’area scontenterebbe solo i pochi frequentatori della zona. La Giunta Comunale delibera la concessione di 24.500 metri quadri alla società Molinar per 30 anni. Sono previste 8 grandi gabbie con zone riscaldate e all’aperto per i felini, 12 gabbie per le scimmie e piccoli mammiferi , anche queste doppie, sarà scavata una fossa gioco per le scimmie attrezzata con altalene e ruote. Con la terra estratta da questo e altri scavi sarà creata una collinetta con spuntoni di rocce per gli animali di montagna. Il passante potrà vedere gli animali anche dall’esterno della struttura perché non sarà circondata da nessun muro di cinta ma solo da una rete metallica.</p>
<p>La Molinar ha intenzione di trasformare anche i locali dell’Associazione Macellai in un acquario – rettilario oltre a una biblioteca, sala di lettura e aula per conferenze. Viene realizzato un laghetto con acqua corrente, isolotti di sabbia con ciuffi di canne, e una costruzione per ospitare le giraffe da una parte e gli elefanti dall’altra. Nella parte della costruzione che ospita le vaste stalle per elefanti e giraffe, viene costruita una grande voliera. Il rettilario, progettato dall’architetto Enzo Venturelli, viene inaugurato il 28 maggio 1960. Lo zoo ha consentito a generazioni di torinesi di poter vedere da vicino gli animali esotici come il leone, la giraffa o l’ippopotamo, ma anche l’orso polare e grandi varietà di uccelli e pesci.</p>
<p>Alla fine degli anni ’70 inizia una campagna animalista sulle metodologie dei giardini zoologici e lo zoo di Torino subisce parecchie critiche. Nel 1986, fra molte polemiche, viene rinnovata la concessione alla Molinar fino al 31 marzo 1987, data della definitiva chiusura del Parco.</p>
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		<title>19 OTTOBRE 1909 &#8211; MUORE A TORINO CESARE LOMBROSO</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 22:04:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p> Nato a Verona il 6 novembre 1835, medico, giurista e criminologo, è considerato il padre della moderna criminologia. Tutta la sua opera è basato sulla teoria del Criminale per nascita e cioè: l’origine del comportamento criminale è legata alle caratteristiche anatomiche del soggetto, solo nell’ultima parte della sua vita Lombroso prese in considerazione anche i [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><b> </b>Nato a Verona il 6 novembre 1835, medico, giurista e criminologo, è considerato il padre della moderna criminologia.</p>
<p>Tutta la sua opera è basato sulla teoria del <i>Criminale per nascita</i> e cioè: l’origine del comportamento criminale è legata alle caratteristiche anatomiche del soggetto, solo nell’ultima parte della sua vita Lombroso prese in considerazione anche i fattori ambientali, educativi e sociali quali determinanti del comportamento.</p>
<p>Oggi la teoria lombrosiana è considerata pseudoscientifica poiché è dimostrato i fattori fisici non hanno nulla a che vedere con i comportamenti criminali.</p>
<p>L’opera del Lombroso è quindi fortemente contestata, ma a lui va riconosciuto il merito di aver aperto la strada alla moderna criminologia e di aver ispirato scienziati come Sigmund Freud e Carl Gustav Jung.</p>
<p>Cesare Lombroso si laureò a Pavia ma studiò anche a Padova e Vienna, partecipò come medico militare alla campagna contro il brigantaggio tenutasi dopo l’unità d’Italia. Fu incaricato di Clinica psichiatrica a Pavia dove svolse ricerche sul cretinismo e sulla pellagra, divenne poi direttore del manicomio di Pesaro e ordinario di Medicina legale nel carcere di Torino. Qui studiò in modo approfondito, quasi maniacale, i detenuti e i loro cadaveri per convalidare le sue teorie dell’uomo delinquente.</p>
<p>Nel 1898 inaugurò il museo di Psichiatria e Criminologia, ribattezzato poi di Antropologia criminale. Rimasto chiuso al pubblico per lungo tempo, il museo era accessibile solo per motivi di studio e di ricerca.I 29 novembre 2009 aperto al pubblico e  al suo interno sono conservati migliaia di reperti anatomici, manufatti, scritti di carcerati e pazzi, armi proprie e improprie, reperti probatori, strumenti scientifici e fotografie. Il nuovo allestimento è dell’architetto Massimo Venegoni.</p>
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		<title>L&#8217; ECLETTICO BRUNO GAMBAROTTA</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 02:40:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[I Piemontesi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Gambarotta è uno scrittore, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico e attore italiano. È anche autore e regista di programmi per la radio e la televisione e, oltre alla scrittura, fra i suoi maggiori interessi figura la gastronomia, materia della quale si è occupato anche per i suoi scritti. Ama definirsi scrittore artigiano, ringraziando per lo spunto il refuso di un tipografo del giornale torinese La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.unannoinpiemonte.com/?p=43011">L&#8217; ECLETTICO BRUNO GAMBAROTTA</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.unannoinpiemonte.com">Un anno in Piemonte</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gambarotta è uno scrittore, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico e attore italiano.</p>
<p>È anche autore e regista di programmi per la radio e la televisione e, oltre alla scrittura, fra i suoi maggiori interessi figura la gastronomia, materia della quale si è occupato anche per i suoi scritti. Ama definirsi scrittore artigiano, ringraziando per lo spunto il refuso di un tipografo del giornale torinese La Stampa che erroneamente nel testo di una sua intervista deformò l&#8217;originale scrittore astigiano.</p>
<p>Autore di libri e collaboratore di diverse testate (fra cui l&#8217;Unità, la Repubblica, la stessa Stampa e la rivista Comix), ha contribuito assieme a Giancarlo Magalli alla conduzione della fortunata edizione di Fantastico &#8217;87 e delle trasmissioni televisive Porca miseria e Svalutation); sempre come presentatore si è confrontato con un discusso rifacimento della popolare Lascia o raddoppia? da Mike Bongiorno (curiosamente nati entrambi il 26 maggio), ed una propria Cucina Gambarotta</p>
<p>Come delegato alla produzione Rai, ha curato negli anni settanta la produzione della serie televisiva di Felisatti-Pittorru Qui squadra mobile. Negli anni novanta ha lavorato con il cantante ed attore e personaggio televisivo Adriano Celentano in una famosa trasmissione del molleggiato e, come attore, con Fabio Fazio in Un Giorno Fortunato, fiction prodotta per Rai 2 nel 1997.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.unannoinpiemonte.com/?p=43011">L&#8217; ECLETTICO BRUNO GAMBAROTTA</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.unannoinpiemonte.com">Un anno in Piemonte</a>.</p>
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