31 gennaio 2006

Condanna a vita per il killer di Bogogno

Ergastolo: è questa la sentenza emessa oggi per Angelo Sacco, 55 anni, l’uomo che, barricato in casa, a Bogogno, nel Novarese, il 27 giugno dell’anno scorso uccise tre persone. La condanna è stata salutata con un applauso (subito bloccato dal giudice, Gianfranco Puzone) da parte dei parenti delle vittime. Una in particolare, Wilma, la madre di Claudio Morsuillo, il geometra di 39 anni che fu il primo a cadere sotto i colpi di Sacco, è stata invitata a uscire perché non riusciva a mantenere la calma. L’imputato non si è presentato in aula e i suoi avvocati durante il dibattimento hanno chiesto ancora una volta una perizia psichiatrica d’ufficio che nuovamente è stata respinta. La corte, dopo circa due ore e mezza di camera di consiglio, ha accolto la richiesta di ergastolo avanzata dall’accusa. Sacco prima assassinò il geometra che si era recato nella sua casa di Bogogno per una perizia relativa a un’ingiunzione di pignoramento poi, barricatosi nell’appartamento, sparò e uccise un carabiniere (l’appuntato Giampiero Cossu) e un motociclista che passava per strada (Giovanni Paracchini). Altre sette persone furono ferite (da qui anche l’accusa di tentato omicidio) dal killer, che ha sempre giustificato così il suo gesto: “Volevano portarmi via la casa, dovevo difendermi”.



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