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29 agosto 2006

Manager Usa alla sbarra per cristallini opachi

Circa 150 persone operate alla cataratta sono state costrette a sottoporsi nuovamente a intervento chirurgico, un’indagine durata tre anni e non ancora conclusa. Per intanto il procuratore di Torino Raffaele Guariniello ha terminato una prima tranche d’inchiesta rinviando a giudizio con la pesante accusa di disastro colposo mister Mark Robinson legale rappresentante di una ditta statunitense produttrice di cristallini artificiali, apparecchiature che avrebbero dovuto ridare lucentezza alla vista dei pazienti e che invece nel giro di un anno diventavano opachi per un difetto di fabbricazione. Queste lenti intraoculari difettose costavano 40 euro a fronte dei 90-100 euro, il prezzo di altre aziende concorrenti. Il caso denunciato da questa signora torinese, Maria Patrizia Rossetti, esplose nell’agosto del 2003. Come lei altre centinaia di persone già operate perché sofferenti di cataratta furono costrette a tornare sotto i ferri. Il problema sempre lo stesso: il cristallino impiantato nel giro di pochi mesi si opacizzava per un difetto di fabbricazione. La voluminosa inchiesta ha permesso di scoprire che i medici e i rappresentanti delle cliniche e degli ospedali pubblici dove sono state effettuate le operazioni non sapevano del difetto di fabbricazione dei cristallini e quindi sono stati prosciolti. Alla sbarra invece i produttori americani e le indagini proseguono perché ci sono ancora da esaminare altri 250 casi di persone che hanno subito la stessa doppia operazione agli occhi.



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