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18 luglio 2005

Morte Matilda: la madre deve restare in carcere

Pericolo di fuga e di reiterazione del reato. Sono queste le ragioni per cui il gip di Vercelli, Elena Antenore, ha deciso che Elena Romani, accusata per la morte della figlia Matilda, resta in carcere. Nelle otto pagine di ordinanza di custodia cautelare il gip ravvisa – testualmente – “ il rischio che la donna commetta reati della stessa natura o altri reati con uso di mezzi violenti”. Poi descrive la donna come una persona “estremamente fragile e violenta, non in grado di affrontare con razionalità e coerenza situazioni stressanti”. “Priva di freni inibitori, non è in grado – da quanto si legge – di commisurare le proprie azioni. Viene precisato che soltanto dopo l’interrogatorio del 14 luglio si è resa conto del quadro indiziario nei suoi confronti, altrimenti, di fronte allo scalpore e al discredito, avrebbe potuto tentare prima la fuga”.



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