22 marzo 2006

Tav: secondo analisi parziali non c’è amianto in Valsusa

I primi risultati sono rassicuranti, ma non bastano. Dai sondaggi effettuati sotto la montagna del Rocciamelone, in Valsusa, dall’Arpa (Agenzia per la Protezione Ambientale del Piemonte) non risulta esserci amianto. Un timore che è stato una delle principali cause della protesta Antitav. Lo conferma il direttore Vincenzo Coccolo: “Non abbiamo trovato amianto nel sondaggio di Mompantero”. Il materiale esaminato è quello reperito dai tecnici scesi con le trivelle fino a 450 metri sotto terra in località Seghino, il sito nel comune di Mompantero dove si scatenarono le proteste degli abitanti della Valsusa il 31 ottobre dell’anno scorso con scontri con le forze dell’ordine. Sotto il Rocciamelone dovrebbe passare il megatunnel di 54 chilometri del collegamento Alta Velocità fra Torino e Lione. Questo primo passo non basta. Ne sono convinti tutti. Servono altri carotaggi, almeno una ventina. Lo sostiene anche l’Arpa. E intanto gli abitanti della valle contestano questi risultati. “Lo abbiamo sempre detto anche noi – dicono i sindaci della Valsusa e i comitati No Tav – lì non c’è amianto: lo sanno anche i bambini. Amianto e uranio sono in bassa valle, all’imbocco del tunnel”. Servono altri test in località ben più a rischio. “Certo se cercano l’amianto dove tutti sanno che non c’è non lo troveranno mai….” afferma Antonio Ferrentino, presidente Comunità Montana Bassa Valsusa. Insomma, il fronte resta contrapposto: se da un lato c’è chi esulta per i primi risultati che rassicurano sul fronte della sicurezza ambientale e sulla salute delle popolazioni, i sindaci e i comitati No Tav continuano ad opporsi fermamente all’opera, vogliono una valutazione costi-benefici e rilanciano con una manifestazione dopodomani in cento stazioni ferroviarie sotto lo slogan “meno alta velocità e più treni per i pendolari”.



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