22 marzo 2006

Torino 2006: Ciampi, sette anni nel segno delle Olimpiadi

Con i toni entusiastici dell’Avvocato Agnelli, come gli ha oggi ricordato Gianni Letta, della voglia di Olimpiadi a Torino Carlo Azeglio Ciampi aveva già sentito parlare ancora prima di diventare Presidente della Repubblica. Ha poi seguito dal Quirinale la difficile e vittoriosa campagna di candidatura, il non sempre tranquillo cammino di avvicinamento, la festa che per due mesi ha portato Torino, il Piemonte, l’Italia, in primo piano nel mondo. Oggi a due mesi dalla scadenza del suo mandato, Ciampi al Quirinale ha salutato e ringraziato quanti l’avventura olimpica hanno reso possibile e l’hanno fatta vivere come un successo non soltanto agli atleti, ma a tutto il paese. Lo ha ricordato agli azzurri vincitori di medaglie che ha ricevuto al Quirinale, nel segno di una tradizione che ha sempre rispettato, in rappresentanza di tutti quelli che ai Giochi hanno partecipato, magari con minore fortuna. Armin Zoeggeler, carabiniere che a Torino ha fatto il bis d’oro nello slittino, gli ha riconsegnato il tricolore. E Ciampi l’ha sventolato a lungo prima di stringere la mano a tutti gli atleti, olimpici e paralimpici, che gli sono sfilati davanti per ricevere le insegne delle onorificenze. Con una parola per ognuno, il segno della partecipazione che l’ha fatto essere sempre il primo a fare arrivare il proprio applauso per ogni medaglia, primo tifoso tra i tifosi degli azzurri, perché, come ha detto loro: “Ho condiviso con voi e con tutti gli italiani giorni di straordinaria passione sportiva”. “Abbiamo mostrato – ha sottolineato Ciampi – le nostre qualità migliori: creatività, cura sapiente dell’organizzazione, tecnologia di altissimo livello, straordinaria partecipazione umana. Nel corso di questi Giochi, l’Italia ha saputo esprimere il meglio di sè, come è solita fare nei momenti di difficoltà”. Stasera, a Villa Madama, atleti e dirigenti azzurri sono a cena con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. È stata sottolineata “la partecipazione di Torino e della gente del Piemonte scesa in piazza in maniera entusiastica per festeggiare un successo che resterà nella storia dei Giochi invernali”. E ha formulato un augurio: che lo spirito olimpico che ha permesso agli azzurri a Torino di battersi per onorare lo sport si trasmetta al paese “in un momento difficile che sta vivendo, perché l’avversario dopo non sia più avversario e tanto meno nemico”.



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