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31 ottobre 2005

Giornata di tensione in Val Susa contro l’Alta Velocità

Una giornata di alta tensione in Val di Susa. Presidi, spintoni, manganellate, scontri, treni bloccati, lievi feriti e persone fermate sono gli ingredienti di questo lunedì a Mompantero, 50 chilometri da Torino, all’imbocco della Valle delle montagne olimpiche. Oggetto del contendere la linea ad Alta Velocità Torino-Lione-Parigi che fa parte del corridoio 5, quello finanziato dall’Unione Europea che dovrebbe collegare – via ferrovia – l’Ovest con l’Est del Vecchio Continente. Stamattina dovevano partire i sondaggi per verificare l’impatto ambientale di questa opera faraonica che prevede proprio da Susa a San Jean de la Maurienne un tunnel lungo 52 chilometri. Gli abitanti, con in testa i sindaci, sono contrari al Tav, al treno ad Alta Velocità e hanno cominciato fin dalla notte a presidiare la zona per impedire l’accesso ai tecnici. Un blocco durato tutto il giorno con inevitabili momenti di tensione e scontri per fortuna senza gravi conseguenze. Una valle stretta, già attraversata da 2 statali, un’autostrada e una linea ferroviaria internazionale. Ecco le ragioni per cui i valsusini dicono no a quest’altra infrastruttura. Manifestanti anche alla stazione ferroviaria di Bussoleno. Dalle 10 di stamattina il traffico ferroviario Italia-Francia è bloccato i treni vengono fermati a Oulx e Avigliana. Inevitabili i disagi su questa linea internazionale che collega Roma a Parigi. Ma in serata tutto è tornato alla normalità. E mentre i manifestanti rientravano a casa, soddisfatti dell’essere riusciti a bloccare l’avvio dei sondaggi, nella notte alcuni tecnici hanno recintato i terreni della Val di Susa (Torino) sopra il paese di Mompantero (Torino), sul fianco del monte Rocciamelone. L’avvio dei lavori era stato bloccato per l’intera giornata da una folta manifestazione popolare di amministratori locali e cittadini, contrari alla costruzione dell’infrastruttura. I tecnici impegnati a recintare i terreni sono stati protetti dalle forze dell’ordine, che rimarranno per tutta la notte a sorvegliare le aree di Mompantero e dei paesi vicini, dove oggi si sono riuniti i manifestanti. Sul fronte delle indagini, intanto, le denunce per gli episodi di resistenza e violenza a pubblico ufficiale a Mompantero da parte di manifestanti risultano finora una decina, ma potrebbero aumentare di molto, fino a diventare forse anche qualche decina.



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