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17 novembre 2005

Sempre più vecchi i preti piemontesi

Il clero piemontese continua a invecchiare e anche la Chiesa rischia di avere nei prossimi anni un problema di carenza di organici: l’età media dei preti è di 63,7 anni, il 16,8% ha più di 80 anni. Una tendenza analoga a quella registrata in tutto il Paese, ma particolarmente marcata in Piemonte, al secondo posto in Italia dopo le Marche. La radiografia del clero piemontese emerge da una ricerca della Fondazione Agnelli, curata dal sociologo Luca Diotallevi e da Stefano Molina. La Regione Pastorale Piemontese, a cui l’indagine si riferisce, non corrisponde a quella amministrativa, ma comprende anche la Valle d’Aosta e non include zone limitrofe alla Liguria. Un’area di 4.500.000 abitanti, 17 diocesi, 2.248 parrocchie. I sacerdoti sono 2.775, ma le proiezioni dicono che tra vent’anni il loro numero potrebbe scendere a circa 1.650. Ogni tre sacerdoti che muoiono o vanno in pensione, c’è un solo nuovo ingresso nel clero. Solo il 12,3% ha meno di quarant’anni. Le parrocchie rischiano quindi di restare scoperte e s’impone una riconsiderazione dell’organizzazione delle parrocchie sul territorio. La densità è di 0,63% sacerdoti ogni mille abitanti (0,56% a livello nazionale). La media delle ordinazioni è stata negli ultimi vent’anni tra i 25 e i 30 nuovi sacerdoti all’anno. Un ritmo che non consente un ricambio della popolazione.



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