19 luglio 2004

Delitto Cogne: 30 anni di carcere ad Anna Maria Franzoni

 Sono le 20,35 quando il giudice Eugenio Gramola emette la sua sentenza. Il massimo della pena, quanto chiesto dall’accusa: 30 anni di carcere per Anna Maria Franzoni, colpevole dell’omicidio del figlio Samuele. Dopo 2 anni e mezzo di indagini si scrive così al termine di una lunga giornata alla Procura di Aosta, la prima sentenza per l’orribile delitto di Cogne del 30 gennaio 2002. Per la giustizia italiana colpevole è la mamma, Anna Maria Franzoni. Merita l’ergastolo ma avendo il suo difensore, avvocato Carlo Taormina, optato per il processo con rito abbreviato, la condanna viene ridotta di un terzo, e cioè in 30 anni. La mamma di Samuele non andrà però subito in carcere, la difesa ha già preannunciato il ricorso in appello e per intanto commenta negativamente la sentenza odierna: “Una sentenza sbagliata, assurda” dice il legale. Nessun commento, invece, da parte dell’accusa, mentre il marito di Anna Maria Franzoni è sconsolato. “Non ho più fiducia nella giustizia, una sentenza incredibile” dice Stefano Lorenzi. Si chiude così stasera il primo capitolo di una lunga pagina giudiziaria ricca di colpi di scena, perizie, controperizie e interrogatori. Ma certo le luci non si spengono su Cogne, presto se ne riparlerà ancora. “ Il nome dell’assassino? L’avrei fatto dopo l’assoluzione, ho sentito Anna Maria mi vuol parlare subito per andare avanti e tirar fuori quel nome”. È stata una lunga giornata quella odierna alla Procura di Aosta. Circa tre ore di requisitoria dell’accusa per chiedere l’ergastolo commutato in una condanna a 30 anni di carcere per Anna Maria Franzoni, più di 6 ore d’arringa della difesa per chiederne l’assoluzione. La mossa dell’avvocato difensore Carlo Taormina di chiedere il rito abbreviato ha fatto sì che l’udienza preliminare si sia trasformata in processo vero e proprio, un rito che si svolge a porte chiuse, sulla base solo delle carte processuali e che, in caso di condanna, prevede lo sconto di un terzo della pena. Inoltre, lascia facoltà sia all’accusa sia alla difesa di ricorrere in appello. E così stamattina appena espressa questa scelta della difesa la parola è passata subito a Stefania Cugge. Il pm, coadiuvata da Pasquale Longarini, nell’arco di tre ore di requisitoria ha ripercorso le tappe dell’inchiesta fino alla richiesta della condanna all’ergastolo che, con lo sconto dell’abbreviato, scende a 30 anni. Lunghissima la replica di Taormina che ha toccato sia gli aspetti tecnici delle tante perizie, a suo dire lacunose, sia quello umano di una mamma da 2 anni vittima di una persecuzione giudiziaria. Intanto, fuori della Procura di Aosta, tra la pioggia e il sole decine di persone hanno atteso con curiosità il tanto sospirato verdetto.



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