20 luglio 2004

Telekom Serbia: chiesta l’archiviazione

La Procura di Torino ha chiesto, per la seconda volta, l’archiviazione delle indagini sul caso Telekom Serbia. Sono infatti scaduti i termini consentiti per svolgere gli accertamenti ma nonostante questo il procuratore Marcello Maddalena ha chiesto al gip Marco Gianoglio di non chiudere l’inchiesta, in quanto i tempi non sono stati sufficienti per completare indagini e rogatorie. Gli indagati sono l’ex amministratore delegato, Tommaso Tomasi di Vignano, e un dirigente, Giovanni Gerarduzzi. A loro carico si ipotizzano il falso in bilancio e la corruzione. Al momento però non risultano irregolarità contabili né tangenti. La magistratura piemontese non vuole però lasciare da parte nessuna pista e nelle ultime settimane ha intensificato interrogatori ed accertamenti. Davanti al pm Maddalena sono sfilati Romano Prodi, Lamberto Dini e Piero Fassino, che all’epoca dei fatti erano rispettivamente presidente del consiglio, ministro e sottosegretario degli esteri. Sono stati inoltre sentiti alcuni esponenti del governo serbo che hanno smentito l’esistenza di un giro di tangenti nella procedura di vendita di una parte dell’azienda di telecomunicazioni di Milosevic. La scorsa settimana inoltre è stato interrogato anche l’attuale presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, come persona informata dei fatti. Nel 1997 all’epoca dell’acquisizione del 29% della società serba da parte di Telecom Italia, il capo dello stato ricopriva la carica di ministro del Tesoro.



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