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18 marzo 2003

Valvole cardiache: nuova tangente e nuovo arresto

Sesto arresto nello scan­dalo delle tangen­ti all’ospedale torinese delle Molinette. Il nuo­vo ordine di cu­sto­dia cautelare, eseguito dalla polizia a Co­mo, riguarda Eu­ge­­nio Cremascoli, uno dei maggiori imprenditori italiani nel setto­re delle apparecchiatu­re sanitarie. È accusato di corruzione. L’in­chie­sta è quella che ave­va portato, lo scor­so novembre, alla cattura dei cardiochirurghi Michele Di Sum­ma e Giuseppe Polet­ti, oltre a un gruppo di impresari veneti. E sono stati proprio Di Summa e Poletti, secondo quanto accertato dalla polizia giudiziaria e dai pm Cesare Parodi e Paolo Toso, a ricevere le tangenti da Cremascoli. L’impresario è responsabile della Ngc, fondata nel 1990 e con sede a Novedrate (Como), azienda specializzata nella fornitura di strumenti e apparecchi per sale operatorie e terapie intensive. Nell’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip Claudio Ferrero, viene accusato di aver versato tangenti a Di Summa e Poletti (indagati per questo episodio a piede libero) sulla vendita di 100 valvole cardiache Omni­­carbon, as­se­gna­ta con trattativa privata nel 1999, e su due gare d’appalto re­lative a 6.000 cannule venose prodotte dalla sua società. I pagamenti sarebbero an­da­­ti avanti fino al settembre del 2002. Si par­la di un milione di lire per ciascuna valvola e, per quanto ri­guar­da le cannule, di una serie di pagamenti a forfait, con cadenza mensile o bimestra­le, attorno ai dieci mi­lio­ni. Poletti e Di Sum­­ma hanno già confessato, mentre Cre­­ma­scoli, ascoltato alcune settimane fa, aveva ne­gato tutto.



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