30 luglio 2003

Truffa alluvione: arresti domiciliari per assessore Brigandì

La Procura di Torino ha ottenuto dal gip gli arresti domiciliari per l’assessore regionale al commercio estero Matteo Brigandì (Le­ga Nord). Il provvedimento di misura cautelare rientra nell’inchiesta su una presunta truffa ai danni della Regione. La vi­cenda giudiziaria ruo­ta attorno a una ri­chiesta di risarcimento danni per le alluvioni del 1994 e 2000 (richiesta che secondo l’accusa è infondata) da parte di una con­cessionaria d’auto, la Autovallere di Moncalieri (Torino). L’arresto di Brigandì è avvenuto mentre era in corso una seduta del Consiglio Re­gio­nale: gli uomini del­la Guardia di Finanza hanno atteso che Brigandì lasciasse l’aula per una breve pausa, gli hanno chiesto di accompagnarlo negli uffici dell’assessorato dove gli hanno notificato l’ordine di custodia cautelare. In esso è contenuta l’ipotesi di accusa che gli contesta il sostituto procuratore Andrea Padalino: concorso in truffa aggravata. Nell’or­dine di perquisizione nel suo ufficio, invece, è anche formulata l’accusa di corruzione, ipotesi di lavoro sulla quale stanno lavorando gli inquirenti senza peraltro essere ancora addebitata a nessuno degli indagati. La politica piemontese è scossa per l’arresto di Brigandì: ex avvocato di Bossi e membro del cda della Padania, ultimo arrivato (nel dicembre 2002 e dopo estenuanti trattative) a fare parte della giunta che da quasi otto anni governa il Piemonte. Un fatto analogo non accadeva da circa dieci anni. Per ritrovare un assessore regionale in manette è infatti necessario risalire al gennaio 1994, quando fu arrestato Luciano Panella, esponente del Psi. Il presidente della Regione, Enzo Ghigo, dopo avere convocato una giunta straordinaria, ha comunicato al Consiglio regionale la propria decisione di congelare le deleghe di Brigandì, avocandole a sé. Il presidente del Consiglio regionale Roberto Cota, che è anche segretario della Lega Nord del Piemonte, ha detto: “Brigandì si difenderà e mi auguro che la magistratura chiarisca la vicenda nel più breve tempo possibile”.



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