31 luglio 2003

Morto Vittorio Chiusano, presidente Juve e principe del Foro

L’avvocato Vittorio Chiu­sano è morto in serata nel reparto di terapia intensiva della clinica torinese Pinna Pintor, dove era stato trasferito una quindicina di giorni fa dall’ospedale Molinette di Torino dove era sta­to ricoverato per un im­prov­viso e grave de­terioramento della sua situazione cardiaca. Ieri pomeriggio l’ulteriore peggioramento tanto che i familiari avevano deciso di dargli i conforti religiosi. L’avvocato Vittorio Caissotti di Chiusano (di famiglia nobile, ma non ne ha mai fatto vezzo) era nato a Torino il 5 agosto 1928 e alla sua città è rimasto fedele per l’intera vita. A Torino si è laureato, in giurisprudenza, nel 1952, a pieni voti. Da un lato la professione di avvocato, dall’altro il tifo per la Juventus. Sono state queste le grandi passioni di Chiusano, l’”avvocato dell’Avvocato”, come lo chiamavano a Torino dove era conosciuto come il legale di Giovanni Agnelli. Uomo misurato nei gesti e nelle parole, secondo il tradizionale stile juventino, Chiusano si è sempre definito come “un tifoso onorato del ruolo che ricopriva”. Ai vertici del club campione d’Italia era arrivato nel febbraio del 1990, quando è stato scelto come diciannovesimo presidente per sostituire un altro “mostro sacro” della Juve: Gianpiero Boniperti. Chiusano ha gestito il passaggio di testimone nel migliore dei modi, lavorando nell’ombra per rilanciare il club juventino che alla fine degli anni ’80 aveva perso lo smalto di un tempo. Durante la sua presidenza la Vecchia Signora ha conquistato 5 scudetti, 2 Coppe Italia, 3 Supercoppe italiane, 2 coppe Uefa, 1 Cham­pions League, 1 Supercoppa europea, 1 Su­per­coppa intercontinentale. Molto legato a Gio­van­ni Agnelli, Chiusano aveva sofferto molto per la sua morte, tanto che il suo primo pensiero fu quello di dedicargli lo stadio Delle Alpi. Iscritto all’albo degli avvocati di Torino nel 1954, Chiusano ha seguito, come penalista, alcune tra le cause e le vicende più importanti del paese, compresa la prima Tangentopoli degli anni Ottanta (difese l’amministratore delegato della Cogefar Impresit, Enzo Papi), lo scandalo petroli dell’81 nel quale difese l’ex comandante generale della Finanza Raffaele Giudice, i bilanci Fiat per i quali difese Cesare Romiti. Fu in prima linea anche nel periodo del terrorismo, difendendo, tra gli altri, Marco Donat-Cattin e poi nella Tangentopoli torinese degli anni ’80 quando difese l’ex sindaco socialista di Torino Enzo Biffi Gentili. Nel marzo ’84 condusse anche personalmente le trattative per la liberazione della piccola Fe­de­rica Isoardi, sequestrata a Cuneo. Nel suo studio lavorano 5 avvocati associati, altri 10 legali e la figlia Anna Chiusano. Sempre nella sua Torino è stato due volte presidente della Camera Penale, dal ’90 al ’92 e dal 2000 al 2002, ma è anche stato presidente del­l’Unione Camere Penali d’Italia dal ’92 al ’94, ovvero in un periodo “caldo”, quando morirono i giudici Falcone e Borsellino e si cominciò a discutere intorno al “nuovo processo”.



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