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29 ottobre 2003

Telekom Serbia: a Torino in corso procedimento per calunnia

La Procura di Torino ha in corso un procedimento per calunnia collegato all’inchiesta su Telekom Serbia. All’origine del procedimento vi sarebbe una querela presentata a Roma – e successivamente trasmessa per competenza nel ca­po­luogo piemontese – dall’avvocato romano Fabrizio Paoletti, uno dei per­sonaggi che il procacciatore d’affari Igor Marini aveva chiamato in causa nel caso delle presunte tangenti versate a politici del centrosinistra. Dopo una querela (se non è manifestamente infondata) l’iscrizione nel registro degli indagati è un atto pressochè automatico. Questo, dunque, vale nel ca­so di Marini, anche se l’avvocato difensore, Luciano Randazzo, afferma che non vi è stata alcuna comu­nicazione in merito. Il pool di magistrati in­quirenti sta valutando l’ipotesi che le dichiarazioni del procacciatore d’affari, relative al coinvolgimento di personaggi politici nella vicenda Te­le­kom Serbia, siano state “ispirate” da qualcuno, e, dopo la trasferta a Bangkok del­le scorse settimane, stanno valutando il materiale probatorio raccolto per va­lutare nuove ipotesi di reato e gli eventuali provvedimenti da prendere. Tra ieri e oggi, intanto, il procuratore capo Marcello Maddalena ha ascoltato due mediatori d’affari (su loro richiesta) coinvolti nell’inchiesta sul traffico di falsi titoli bancari che Igor Marini aveva collegato all’operazione Telekom Serbia: si tratta del croato Zoran Persen, e dell’italo cinese Thomas Mares. Entrambi, secondo quanto si è appreso, hanno ribadito di non sapere nulla di tangenti, fornendo una serie di precisazioni sulla loro condotta.



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