Scoperta clinica per aborti clandestini
L’hanno arrestato in flagranza. Due agenti della Polizia Postale di Torino si sono finti genitori di una ragazza di 14 anni alla quindicesima settimana di gravidanza, fuori dunque dai termini previsti dalla legge. Il ginecologo F. P. si è detto pronto a praticare l’interruzione di gravidanza in un appartamento di corso Tassoni, dietro il pagamento di 2500 euro: a quel punto altri agenti hanno fatto irruzione ed hanno messo sotto sequestro uno studio medico in condizioni igienico sanitarie sordide ed hanno tratto in arresto il medico e S. V., una sua assistente. Erano mesi che la Polizia Postale, guidata dalla dirigente Fabiola Silvestri, e il pm Odilia Meroni indagavano su questo studio. Erano arrivati al ginecologo tramite un sito internet “Salute donna’’ che prometteva aiuti immediati, rapidi e anonimi in caso di “incidente di percorso’’. In sostanza – dietro giri di parole – si garantiva la pratica dell’aborto bypassando la burocrazia, senza esami del sangue, con il semplice test della farmacia. L’associazione era in attività dal 2000, si dichiarava no-profit, ma in realtà ogni interruzione di gravidanza veniva a costare circa 500 euro e si calcola che l’associazione guadagnasse 5000 euro alla settimana. Le indagini proseguono per accertare quanti aborti clandestini sono stati praticati in questo centro. Il dottor F. P. lavorava presso gli ospedali di Venaria e Ciriè, in provincia di Torino, e si era dichiarato obiettore di coscienza.