Copia della Sindone a Chambery
Alla fine del XVI secolo i savoiardi non avevano in realtà alcuna intenzione di cedere la Sindone a Torino, nuova capitale del Ducato per volontà di Emanuele Filiberto. Fu il Duca a volerla portare oltre le Alpi, per mostrarla al Cardinale Arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo. 536 anni dopo il trasporto del Sacro Lino al di là delle Alpi l’Arcivescovo di Torino, Monsignor Cesare Nosiglia, ha voluto compiere un gesto di amicizia e di fratellanza, recandosi di persona a Chambéry per consegnare all’Arcivescovo dell’ex capitale sabauda, Monsignor Philippe Ballot, due copie su stoffa della Sindone, perfettamente realizzate utilizzando tecniche all’avanguardia ed un tessuto identico a quello del Santo Sudario: un modo per invitare i cattolici della Savoia a partecipare all’Ostensione del 2015 ed all’annunciata visita di Papa Francesco a Torino, ma anche per rinsaldare i legami religiosi (si pensi alla devozione di Don Bosco per San Francesco di Sales), culturali e sociali fra due città e due territori che dialogano e collaborano da sempre.