26 gennaio 2011

Fiat: approvati i conti del 2010

“Il 2010 è stato un buon anno. Sono sod­disfatto”. Così Sergio Marchionne presentando i dati del bilancio dell’anno scorso ap­pena approvati dal consiglio d’amministrazione del Lingotto. Con buone ragioni. Quasi di­mezzati i debiti (scesi da 4,4 a 2,4 miliardi di euro), crescita del 12 per cento dei ricavi per una Fiat che torna in attivo con un utile di 607 milioni di euro. Finisce così, in gloria, la storia di 111 anni della Fiat: quello del 2010 infatti è l’ultimo bilancio unico, conso­li­dato per tutto il gruppo. Da quest’anno Fiat è divisa in settore auto e settore industriale. E le previsioni per l’anno appena aperto sono più che buone: forse non verranno ri­toccati al rialzo i target previsti, ma certo si respira ottimismo ai piani alti della palazzina del Lingotto. Vanno bene Iveco e Cnh, cioè trattori e mezzi movimento terra, faticano ancora i marchi-guida dell’auto (cioè Fiat-Lancia-Alfa Romeo) mentre Ferrari ha superato le vendite record del 2008 e Maserati ha incrementato del 30 per cento i propri ricavi.

E se Fiat va bene ne trarranno giovamento anche gli azionisti a cui verrà proposto anche un dividendo. E sul futuro? Nulla è escluso, ha detto ancora Marchionne riferendosi a fusioni e ulteriori acquisti di altre case automobilistiche, ma è prematuro parlare di salita al 51 per cento in Chrysler. Mentre sul fronte occupazionale a Mirafiori partiranno le lavorazioni per il Suv (280mila unità l’anno), a Pomigliano la nuova Panda (270mila vetture l’anno) mentre per Melfi e Cassino difficile prevedere cosa accadrà: dipenderà dal rinnovo dei modelli negli altri stabilimenti ha tagliato corto Marchionne. Infine una curiosità: quest’anno alcuni modelli della 500 prodotti in Messico verranno esportati in Cina.



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