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27 settembre 2011

Compie un anno bimba nata da madre morta a Torino

Sorride la piccola Idil in braccio al padre Isse: domani festeggia il suo primo compleanno la piccola somala na­ta all’ospedale Sant’Anna di Torino da una donna in coma, tenuta in stato vegetativo appositamente per far­la nascere. A vederla sembra una bambina come tutte le altre, avvolta nella sua tutina bianca e rosa mentre mangia i microfoni delle televisioni che accerchiano il papà e Osman, il mediatore culturale che gli fa da interprete. Eppure non è così: la sua è una storia eccezionale. Quasi nessuno, un anno fa, avrebbe sperato nella sua sopravvivenza, ma soprattutto che crescesse sana e senza alcun problema. Soltanto la te­nacia dell’equipe dell’ospedale torinese è riuscita a mantenerla in vita. Adesso il peggio è passato: Idil deve essere controllata regolarmente una volta al mese, ma potrà diventare grande e il futuro non fa più paura. La coppia era arrivata a Torino nel luglio dello scorso anno per tentare di salvare la vita alla donna, che aveva un tumore al cervello e portava già in grembo la bimba. Il 24 agosto 2010 mamma Idil era stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico alla testa e due giorni dopo era entrata in coma irreversibile. Il personale dell’o­spedale, sentito il marito, aveva deciso di provare a tenerla in vita il più possibile per provare a fare nascere la piccola. Il corpo della donna resistette fino al 28 settembre, quando la piccola Idil fu fatta nascere con parto cesareo. “È stato un anno difficile – dice Enrico Bertino, primario di neonatologia del Sant’Anna – soprattutto agli inizi, con momenti particolarmente critici per la bambina. Il risultato ci rende contenti. Un miracolo? Il valore aggiunto della terapia intensiva neonatale, quello che fa la dif­ferenza nei risultati, è stato la grande famiglia dei medici e del personale infermieristico. Idil non ha una madre biologica, ma ha tutta una comunità di assistenza che si è creata, che è una delle più belle testimonianze di solidarietà che si sono avute fin qui in Piemonte”. La sto­ria della piccola so­mala è diventata anche un libro, “Idil la perfetta”, scritto dal giornalista Salvo Anzaldi, il cui ricavato sarà interamente devoluto all’associazione “Primi passi” che se­gue i bambini nati prematuri all’ospedale Sant’Anna.



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