20 luglio 2008

Tour: in Italia dopo 9 anni, in strada 100 mila tifosi

Più forte del maltempo, più resistente degli scandali sul doping. È davvero grande la passione per il ciclismo e per il Tour de France, che dopo nove anni ha fatto capolino in Italia. Centomila persone, in auto, in bici e persino a piedi, si sono riversate sui tornanti di Prato Nevoso (Cuneo), a 1.440 metri d’altezza sulle Alpi del Monregalese. Una grande festa, iniziata ieri sera con la notte “gialla” di Cuneo, che ha riconciliato le due ruote alla sua gente. “Un po’ di delusione per faccenda di Riccò c’è, ma il Tour resta la corsa più bella del mondo”, sostiene Jacques Damiano. Per seguire la Grand Boucle è arrivato dalla vicina Francia. E come lui hanno fatto migliaia di suoi connazionali, mescolati ai tifosi italiani in nome del ciclismo. L’amore per questo sport ha fatto restare sotto la pioggia, a temperature tutt’altro che estive, tifosi provenienti dal resto del Piemonte e dalla vicina Liguria, ma anche dalla Lombardia, dalla Toscana e persino dalla Germania. Tutti incappucciati nei loro impermeabili colorati, lungo i curvoni che dai 2.748 metri del Colle dell’Agnello, in valle Varaita, hanno portato la corsa gialla a Busca e a Cuneo, fino al traguardo in salita. Una tappa per scalatori, “le più belle per chi ama questo sport”, dice Alfonso, un tifoso toscano che stringe al fianco una bici da corsa rossa fiammante. “Aspettavo questo momento dal 1999 – aggiunge – quando il Tour era arrivato al Sestriere. Era proprio ora che si rifacesse vedere in Italia”. E martedì si ripete. Dopo il riposo di domani, il primo oltreconfine nella storia della corsa francese con tanto di festa di gala al Castello di Racconigi, martedì il torpedone ripartirà da Cuneo.



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