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06 aprile 2009

Migliaia di persone al processo Eternit

“Siamo due vedove, i nostri mariti sono morti lì…”, “ho perso marito e io ho l’asbesto…”, “quando mio padre è morto aveva il 100% di polvere nei polmoni…”, “mia moglie ha mai lavorato alla Eternit ma è morta di mesotelioma…”. Sono arrivati da tutta Italia ma anche dall’estero per l’udienza preliminare del più grande processo mai celebrato in Europa per i morti di amianto. Da Casale Monferrato città martire, ma anche da Rubiera in Emilia, da Cavagnolo nel Torinese, da Bagnoli nel Napoletano e da varie parti della Francia e della Svizzera. Migliaia di persone, circa 500 si sono già costituite parte civile nella prima giornata del processo alla Eternit, insieme a enti locali e sindacati come di Bruno Pesce della Cgil di Casale: “Oggi è un giorno d’arrivo e di partenza perché ancora oggi muoiono mille persone l’anno per mesotelioma, il doppio in Francia”. Donna simbolo, Romana Blasotti Pavesi, all’Eternit di Casale ha perso marito, figlia, sorella e due cugini: “La morte di mia figlia mi ha fatto perdere completamente le lacrime ma la lotta di combattere per la giustizia quella mai”. L’udienza odierna solo per le parti civili dalla A alla L, mercoledì dalla M alla Z. Assenti oggi i due imputati gli ultimi proprietari della Eternit, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jan Luis De Marchienne. E si è conclusa poco dopo le 15.30 l’udienza preliminare per i morti d’amianto negli stabilimenti italiani della Eternit. È stata completamente dedicata alla registrazione della prima parte delle costituzioni di parti civili.



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