30 marzo 2007

Vigne piemontesi nel 2008 patrimonio mondiale Unesco

Le vigne del Piemonte come l’area archeologica di Pompei, il centro storico di Roma, la valle dei templi ad Agrigento. Filari di viti e cantine potrebbero entrare a fare parte, alla fine del 2008, del patrimonio mondiale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. Il dossier di candidatura è alla stretta finale – è stato spiegato a Vinitaly, una delle più importanti rassegne del settore – e il Piemonte si prepara ad aggiungere un’altra perla dopo le residenze sabaude, riconosciute dall’Unesco nel ’97, e i Sacri Monti, patrimonio dell’umanità dal 2003. Le vigne del Piemonte, segnatamente nelle tre province di Alessandria, Asti e Cuneo, entreranno nella lista proposta dall’Italia. Sarebbe uno dei pochissimi territori coltivati a vite del mondo elette dall’Unesco, perché l’elenco comprende solo la zona dell’Alto Douro (Portogallo), l’isola vulcanica di Pico (nelle Azzorre), il territorio del vino Tokaj in Ungheria, la zona di Saint Emilion in Francia e la valle del medio Reno in Germania. Alle vigne piemontesi, che hanno ispirato scrittori come Cesare Pavese, Beppe Fenoglio, Davide Lajolo, verrebbe riconosciuto il valore di paesaggio culturale per l’interazione tra la natura e il lavoro dell’uomo. La candidatura del Piemonte è partita da Canelli, nel 2003, quando il Comune propose le cantine storiche cittadine, conosciute ormai in tutto il mondo con il nome di “cattedrali sotterranee”.



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