26 aprile 2007

Da Torino nuova cura contro la depressione grave

Circa il 10 per cento degli italiani viene interessato nel corso della vita da un episodio di depressione, una vera e proprio malattia, da non confondersi con la tristezza. La depressione ha diversi gradi di gravità, fino a quella cosiddetta maggiore, resistente alle cure farmacologiche e psicoterapeutiche. Soggetti con elevato rischio di suicidio e con soventi ricadute: alle Molinette di Torino è stato effettuato il primo intervento chirurgico per curare questa depressione maggiore grave e resistente. Un piccolo elettrodo inserito nel collo all’altezza del nervo vago che stimola le funzioni cerebrali e induce una maggior produzione di seratonina che regola il nostro umore. “Un intervento semplice, non difficile che ha dato risultati soddisfacenti” dice il professor Alessandro Ducati delle Molinette di Torino. Il paziente, un torinese di 54 anni, sofferente da decenni di una gravissima forma di depressione con vari tentativi di suicidio, ora sta bene: ad un mese dall’operazione – dicono i sanitari – sta lentamente tornando ad una vita normale. “Non è una cura per tutti, la normale depressione continuiamo a curarla coi farmaci, questo è solo per i casi gravissimi…” aggiunge il professor Filippo Bogetto, direttore di Psichiatria delle Molinette.

 



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