19 luglio 2007

Insegue i ladri, muore d’infarto mentre telefona al 113

È morto per arresto cardiaco. Lo spavento, la rabbia per quel tentativo di furto del marsupio che conteneva il portafoglio e due cellulari, gli sono stati fatali. Michele Ragucci, 63 anni, sposato con figli originario di Candiolo alle porte di Torino, era appena uscito da un centro diagnostico del capoluogo piemontese dove era andato a ritirare delle analisi, quando si è accorto che la sua auto aveva una gomma a terra. Una tecnica questa, come quella del tamponamento, utilizzata spesso dai ladri per distrarre gli automobilisti e rapinarli. Mentre stava iniziando a cambiarla, dopo aver appoggiato il marsupio su uno dei sedili della macchina, si è accorto che qualcuno stava tentando di rubarglielo. L’uomo ha gridato e pare abbia cercato di inseguire i ladri mentre scappavano senza bottino. Una donna, affacciata alla finestra, avrebbe raccontato alla Polizia di aver sentito prima l’uomo urlare e inveire contro due persone che si allontanavano velocemente poi mentre, componeva un numero al cellulare, accasciarsi senza vita. Inutili i tentativi di soccorso, Michele Ragucci è morto d’infarto, già cardiopatico da tempo, non ha retto allo choc di quella violenza.



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