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08 agosto 2007

Inchiesta a Torino su sacerdoti e pedofilia

C’è un ragazzo in carcere con l’accusa d’aver ricattato due sacerdoti, c’è un prete che confessa d’aver avuto rapporti sessuali con ragazzi minorenni e c’è il cerimoniere della curia la cui posizione è al vaglio della Procura di Torino. Tutto parte dall’arresto di Salvatore Costa, qualche settimana fa, per estorsione. Si sarebbe fatto consegnare alcune migliaia di euro da don Luciano Alloisio, economo dell’istituto salesiano Valsalice, in cambio del suo silenzio. Il giovane, che oggi ha 24 anni, è sposato con due figli e vive di espedienti, racconta agli inquirenti di aver avuto rapporti sessuali con alcuni sacerdoti quand’era minorenne e si prostituiva. Don Alloisio che lo ha denunciato viene sentito in Procura: ammette di aver avuto incontri sessuali con minorenni una decina di anni fa, ma mai con il Costa. Ora il prete è indagato per abusi sessuali su minori e da qualche settimana non frequenta più l’Istituto di Valsalice. Ma Salvatore Costa chiama in causa anche don Mario Vaudagnotto, 70 anni, cerimoniere del cardinal Poletto, arcivescovo di Torino. Il monsignore nega, chiede di pregare per lui e afferma di aver aiutato il Costa come tanti altri. Il cardinal Poletto, in un comunicato, esprime fiducia nell’operato della magistratura e si dice vicino con la preghiera ai due sacerdoti nella speranza che la loro posizione sia chiarita al più presto. E ci sarebbe un terzo prete coinvolto nella brutta storia di estorsioni. A fare il suo nome, don Nino Fiori che opera nel Duomo di Torino, è stato lo stesso Costa tuttora in carcere e le cui dichiarazioni sono vagliate con cautela dai magistrati. “Avevo bisogno di soldi per pagare le spese di casa e crescere le mie bambine”, ha detto il giovane agli inquirenti per giustificare le richieste di denaro. “Il nostro assistito non ha mai reso in alcun modo dichiarazioni confessorie relative a fatti o episodi di rilevanza penale”. È la precisazione degli avvocati Fulvio e Nicola Gianaria, difensori di don Luciano Alloisio, il salesiano indagato per presunti abusi sessuali nei confronti di Salvatore Costa, il giovane torinese di 24 anni, che lo ricattava. Anche la congregazione salesiana torinese difende il proprio confratello: “Tutta la vicenda è partita da un atto di carità – afferma il vicario provinciale di Torino, don Sergio Bellini – gli avvocati dovranno difendere anche la nostra immagine”.



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