31 gennaio 2018

Chi inventò la macchina per il caffè espresso? Un torinese, ovviamente

caffe

Difficile arrivare all’origine del misterioso legame che esiste tra Torino e il caffè, ma è di fatto innegabile. Ogni anno la nostra città viene incoronata Regina d’Italia per i suoi raffinati ed eleganti caffè storici, e non solo per l’architettura dei locali, ma anche per la qualità delle miscele e per la professionalità del servizio.

Ebbene, questo risultato non è improvvisato, bensì frutto di anni di tradizione ed esperienza. Impossibile non pensare a industriali come Lavazza o Vergnano che, con l’invenzione della miscela, hanno fatto la storia della calda bevanda ma, la tazzina più amata dagli italiani, passa anche attraverso alcuni, meno conosciuti e molto più irrazionali, innovatori: Angelo Moriondo è uno di questi.

Nato a Torino il 6 giugno 1851, è l’inventore  della macchina per il caffè espresso. Il commercio e gli affari facevano parte del patrimonio genetico di Angelo, suo nonno aveva fondato una fabbrica di liquori e il padre Giacomo, dopo averne prese le redini, aveva accresciuto le entrate mettendo in piedi una fabbrica di cioccolato in società con il cugino Gariglio: la Moriondo & Gariglio appunto.

Le attività erano prospere e Giacomo Moriondo, contando sul supporto del figlio Angelo, decise di ampliare ancora il raggio d’azione. Acquistò quindi a Torino il Gran Hotel Ligure, nella centralissima piazza Carlo Felice a pochi passi dalla stazione, e l’American bar in via Roma. Proprio la gestione queste nuove attività alberghiere e di ristorazione, stimolarono il giovane Angelo ad inventare una macchina che potesse fare il caffè in tempi rapidi, per soddisfare le esigenze di una clientela sempre più frettolosa.

La nuova macchina del caffè a vapore fu presentata in occasione dell’Expò Generale di Torino del 1884 presso lo stand allestito da Angelo Moriondo, che ricevette la medaglia di bronzo per l’innovazione. La macchina “fu costruita nell’officina del meccanico Martina sotto la guida attenta dell’inventore”, come riportato nell’articolo della Gazzetta Piemontese del 24 luglio 1884. Il singolare titolo del brevetto rilasciato il 16 maggio 1884, “Nuovi apparecchi a vapore per la confezione economica ed istantanea del caffè in bevanda. Sistema A.Morinodo” metteva al sicuro l’invenzione per sei anni. L’anno successivo il brevetto divenne internazionale e le successive migliorie apportate dall’inventore furono sempre coperte da brevetto. Ma l’ossessione di Angelo Moriondo di blindare la sua macchina per il caffè espresso, non gli fece intuire la grandissima possibilità commerciale della stessa. Sta di fatto che non la fece mai produrre su scala industriale, limitandosi a costruirne pochi esemplari che utilizzò esclusivamente, e in maniera alquanto gelosa, nei suoi locali, pensando che questo sarebbe stato un grande richiamo per i clienti.

La sua miopia ha fatto sì che il suo nome sia poco conosciuto tra gli storici del caffè espresso e che qualcuno attribuisca addirittura ad altri l’invenzione della macchina. Angelo Moriondo morì a Marentino il 31 maggio del 1914.

Patrizia Durante



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