25 gennaio 2021

25 gennaio 2006 – Anche il Piemonte produce un vino del ghiaccio

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Sono famosi in Germania, Austria, Canada e Francia. Quasi sconosciuti in Italia. Sono gli icewines o eisweine cioè i vini del ghiaccio o più poeticamente della Luna. Autentici nettari prodotti con una raccolta in pieno inverno. Grappoli “risparmiati” in autunno e lasciati a ghiacciare nei filari, protetti con reti dall’assalto dei venti o degli uccelli, e vendemmiati spesso di notte per raccogliere acini gelati da spremere immediatamente. Secondo un rigidissimo disciplinare il mosto va poi fatto fermentare per almeno 6 mesi e poi messo in barrique.

Lo si beve un anno e mezzo dopo la vendemmia. In Piemonte, a Chiomonte (Valle di Susa), a 1000 metri di altitudine oggi è stato giorno di vendemmia ed è così iniziato il lungo cammino che tra 18 mesi ci darà il primo vino del ghiaccio – uno dei rarissimi rossi – prodotto con uve arvanà. Merito della Comunità Montana Alta Val Susa e dell’Associazione Donne Sommelier. Per la presidente Maria Luisa Alberico “Il vino del ghiaccio ha sapore di agrumi e di frutta esotica ed è un’autentica sorpresa”.



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