22 febbraio 2021

22 febbraio 1999 – Va in pensione monsignor Bettazzi, vescovo di Ivrea

Mons Bettazzi

Monsignor Arrigo Miglio è il nuovo vescovo di Ivrea: prende il posto di monsignor Luigi Bettazzi, il battagliero presule progressista che va in pensione per raggiunti limiti di età.

Nato a Treviso il 26 novembre 1923, monsignor Bettazzi, al termine del Concilio, il 26 novembre 1966, diviene vescovo di Ivrea. Nel 1968 è nominato presidente nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace e nel 1978 ne diventa presidente internazionale, fino al 1985 vincendo per i suoi meriti il Premio Internazionale dell’Unesco per l’Educazione alla Pace. È una delle figure di riferimento per il movimento pacifista. Nel 1978, insieme al vescovo rosminiano Clemente Riva e al vescovo Alberto Ablondi, chiese alla Curia Vaticana di potersi offrire prigioniero in cambio del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. La richiesta, tuttavia, venne fermamente respinta. Divenne celebre per lo scambio di lettere con il segretario del Partito Comunista Enrico Berlinguer, per le quali fu aspramente criticato. Celebre per le sue battaglie per l’obiezione fiscale alle spese militari, l’obiezione di coscienza quando ancora si rischiava il carcere ed il dialogo con i non credenti.

Nel 1992 partecipa alla marcia pacifista organizzata dai Beati costruttori di pace e Pax Christi insieme a monsignor Antonio Bello nel mezzo della guerra civile in Bosnia ed Erzegovina. Luigi Bettazzi il 22 febbraio 1999 si dimette per raggiunti limiti di età, conservando il titolo di vescovo emerito di Ivrea. Risiede nel Castello Vescovile di Albiano, residenza estiva dei vescovi di Ivrea.

Nel 2007 dichiarò pubblicamente che la sua coscienza gli imponeva di disobbedire e che era favorevole al riconoscimento delle unioni civili, sostenendo le iniziative del governo Prodi e riconoscendo alle coppie omosessuali un fondamento d’amore equiparato a quelle eterosessuali.

Nell’aprile 2015 ha dichiarato in un’intervista che, circa «l’omosessualità: la questione del sesso va studiata, emancipandosi dai neoplatonici che facevano coincidere sesso e decadenza dello spirito. Perché non espressione dello spirito umano? È noto che mi pronunciai in favore dei Dico, il riconoscimento delle unioni civili».



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