19 maggio 2021

I GELATI SANSON NACQUERO A TORINO

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Torino estate 1948, un ragazzo si aggira per Porta Palazzo con una bicicletta che traina un carretto, la guerra è finita da poco e lui, assieme al fratello, cercano di sbarcare il lunario, di mettere assieme il pranzo con la cena. E’ l’ultimo di una numerosa famiglia veneta, sono in dodici fratelli: il suo nome è Teofilo Sanson e il carretto contiene gelati. E’ nato il 20 marzo 1927 a Scomigo una frazione di Conegliano in provincia di Treviso, il paese oggi è famoso per la lavorazione della ceramica, la guerra aveva invece lasciato devastazione e miseria. I Sanson appartengono alla prima generazione di migranti veneti che hanno lasciato le campagne ed sono arrivati a Torino con la prospettiva di un lavoro in fabbrica. Sono anni duri ma se hai inventiva, costanza e voglia di lavorare, puoi costruire la tua fortuna. L’Italia è distrutta e ha bisogno di tutto, anche di un attimo di dolcezza e di refrigerio da regalare a bambini e adulti che hanno appena finito di vedere la devastazione della guerra.

E così il passo dal carretto al chiosco è breve. In pochi anni Sanson mette su un laboratorio sempre a Torino e gli affari girano talmente bene che decide di fare il grande passo, torna in Veneto e trasforma il laboratorio in un’industria: nel 1968, a Colognola ai Colli, vicino a Verona, si aprono i battenti della fabbrica di gelati Sanson.

Il successo è nazionale e Teofilo Sanson diventa il re del gelato. Ma, oltre al gelato, Teo Sanson ha un’altra passione: lo sport. Non è insolito incontrare nel suo stabilimento grandi sportivi come Francesco Moser o Nino Benvenuti che si aggirano tra miscelatrici e macchine di confezionamento.

Nel 1976 Teo Sanson rileva l’Udinese e in quattro anni la porta dalla serie C al massimo campionato. E’ il primo ad avere l’idea di mettere il marchio Sanson sui pantaloncini dei calciatori, cosa proibita che gli costa multe salatissime, ma che apre il mondo del calcio agli sponsor e gli consente di aumentare in modo notevole le vendite dei gelati. Ma la vera passione di Sanson è il ciclismo, scopre Eddy Merckx e, nel giro di cinque anni, porta a Verona due edizioni dei Campionati del Mondo di ciclismo.

Negli anni ’80 la Sanson produce più di un milione di gelati al giorno, fattura oltre 96 miliardi di lire, ha 220 dipendenti e oltre 600 persone si occupano della distribuzione con 520 automezzi e 78.000 frigoriferi di proprietà dell’azienda, 27.000 sono i punti vendita.

Nel 1986 Teofilo Sanson viene nominato Cavaliere del Lavoro. L’azienda viene ceduta alla Barilla nel 2000 e a Sammontana nel 2008, ma è nel 2012 che il marchio sparisce definitivamente. Teofilo Sanson, il ragazzo che vendeva i gelati a Porta Palazzo e che è diventato uno dei più grandi industriali d’Italia, muore a Verona il 31 gennaio 2014

Patrizia Durante



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